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Come costruire un plinto per una colonna in legno
Costruiamo il plinto per sostenere una colonna in legno
Quando costruiamo una struttura in legno che deve avere delle colonne di sostegno piantate nel terreno, prima o poi arriva sempre la stessa domanda: come facciamo a fissare bene il palo senza farlo marcire?
Parliamo, per esempio, di:
- casette su palafitta;
- gazebo;
- pergole;
- tettoie;
- piccoli porticati e strutture in legno.
La prima cosa da dire è molto semplice: non è una buona idea piantare direttamente il trave nel terreno.
Anche se il legno viene trattato o ricoperto di catramina, prima o poi l'umidità farà il suo lavoro. Il problema non è soltanto l'acqua che arriva dall'esterno, ma anche quella che rimane a contatto con il legno per molto tempo.
Il legno può sembrare ancora bello fuori, mentre sotto terra ha già iniziato a perdere consistenza.
Per questo, quando possibile, è meglio fare un plinto in calcestruzzo e tenere il legno separato dal terreno.
A cosa serve il plinto?
Il plinto non serve solamente a "tenere fermo il palo".
In una struttura in legno ha principalmente tre funzioni:
- dare stabilità alla struttura, impedendo alla colonna di muoversi;
- contrastare le spinte laterali, soprattutto nelle strutture leggere che possono comportarsi come una vela quando arriva il vento;
- proteggere il legno dall'umidità del terreno, evitando che la parte bassa della colonna rimanga continuamente a contatto con terra e acqua.
Ed è proprio questo terzo punto che, secondo me, è il più importante quando si parla di durata nel tempo.
Mai mettere il palo direttamente nella terra
Il modo più semplice sarebbe fare una buca e infilare dentro il palo.
È anche il modo che, con il passare degli anni, può dare più problemi.
L'acqua entra nel terreno, il terreno rimane umido e il legno assorbe l'umidità. La parte interrata non riesce ad asciugarsi bene e può iniziare a marcire.
Se proprio non abbiamo alternative e dobbiamo interrare direttamente il palo, bisogna almeno utilizzare un legno adatto e un trattamento specifico per la parte destinata al contatto con il terreno.
Un errore da evitare è quello di chiudere completamente il fondo del palo con una guaina impermeabile, creando una specie di bicchiere.
L'acqua che riesce comunque a entrare potrebbe rimanere intrappolata e il risultato sarebbe peggiore.
In generale è meglio proteggere bene la superficie esposta e fare in modo che l'acqua possa allontanarsi, piuttosto che creare una piccola vasca attorno al legno.
Una buona regola è anche quella di far arrivare la protezione qualche centimetro sopra il livello del terreno.
Ma, quando possiamo scegliere, io preferisco sempre un'altra soluzione:
il legno non deve stare nel terreno. Deve stare sopra il plinto.
Come fare il plinto
Vediamo ora un sistema semplice per realizzare il nostro plinto.
Prima di cominciare bisogna naturalmente valutare bene dove verrà installata la struttura.
La posizione dei pali, le dimensioni della struttura, il tipo di terreno e soprattutto i carichi che dovrà sopportare possono cambiare parecchio il modo di realizzare le fondazioni.
Per una piccola struttura possiamo procedere in questo modo.
1. Prepariamo lo scavo
Facciamo uno scavo sufficientemente profondo e largo.
Non bisogna ragionare soltanto in base alla dimensione del palo: il plinto deve avere dimensioni adeguate alla struttura che dovrà sostenere.
Se siamo in presenza di una struttura importante, è meglio farsi indicare dimensioni e profondità da un tecnico.
2. Prepariamo il fondo
Sul fondo possiamo mettere uno strato di tessuto non tessuto e successivamente circa 3-5 cm di ghiaia grossa.
La ghiaia aiuta a creare un fondo drenante e ci permette anche di regolare meglio la quota.
3. Inseriamo la prolunga del plinto
Possiamo utilizzare una prolunga in cemento, per esempio un elemento tipo pozzetto senza fondo, da utilizzare come contenimento del getto.
La posizioniamo sulla ghiaia e, aggiungendo o togliendo materiale sotto di essa, la portiamo alla quota desiderata.
Bisogna controllare bene che sia a piombo e nella posizione corretta.
Una volta che il calcestruzzo sarà indurito, spostarla non sarà più così semplice!
4. Blocchiamo provvisoriamente il contenitore
Riportiamo delicatamente un po' di terra nello spazio tra la prolunga e lo scavo.
Serve semplicemente a mantenere il blocco fermo durante il getto.
Non serve riempire tutto subito: prima controlliamo ancora una volta posizione, altezza e allineamento.
5. Prepariamo il palo
A questo punto prepariamo il nostro palo.

Qui faccio una precisazione importante: L'immergre il legno direttamente nel calcestruzzo npn è il sistema migliore pma se non avete altra soluzion trovi a lato la tecnica per farlo al meglio
Quando possibile, utilizziamo un sistema di fissaggio metallico ancorato al calcestruzzo, in modo che il palo rimanga leggermente sollevato.
In questo modo l'acqua può defluire e il legno può asciugarsi.
Il palo va naturalmente messo perfettamente a piombo e mantenuto fermo con dei puntelli.
6. Facciamo il getto
Ora possiamo versare il calcestruzzo nel plinto.
Durante il getto bisogna controllare continuamente che il palo non si sposti.
Questo è uno di quei lavori in cui vale la pena perdere cinque minuti in più per controllare il piombo: un palo storto rimane storto per tutta la vita della struttura.
Una volta terminato il getto, lasciamo il palo ben puntellato.
Non bisogna avere fretta di togliere i sostegni.
Il calcestruzzo comincia a indurire rapidamente, ma continua a maturare per molto più tempo. Le 24 ore possono essere sufficienti per alcune operazioni leggere, ma non significano che il plinto abbia già raggiunto la sua resistenza finale.
Per una struttura che deve sopportare carichi importanti, bisogna rispettare i tempi di maturazione del calcestruzzo e le indicazioni del progetto.
Facciamo scorrere via l'acqua
Un altro piccolo accorgimento che può fare una grande differenza nel tempo è la parte superiore del plinto.
Dove il legno incontra il plinto, non vogliamo creare una piccola vasca dove possa fermarsi l'acqua.
La superficie deve quindi essere sistemata in modo che l'acqua piovana possa scivolare verso l'esterno.
Possiamo realizzare una piccola pendenza nella finitura del cemento, allontanandola dal legno.
Sembra una cosa da poco, ma acqua e legno non sono mai una buona coppia quando devono stare insieme per vent'anni.
E dopo il getto?
Il giorno dopo il calcestruzzo sarà già duro in superficie, ma non significa che sia completamente maturato.
Per questo non bisogna considerare le 72 ore come il momento in cui il plinto può automaticamente sopportare qualsiasi carico.
Il calcestruzzo raggiunge la maggior parte della sua resistenza nel corso delle settimane successive e, come riferimento, la resistenza di progetto viene normalmente valutata a 28 giorni.
Quindi, per una piccola struttura leggera, possiamo continuare con le lavorazioni secondo le indicazioni del prodotto e del sistema costruttivo utilizzato, ma per strutture importanti bisogna seguire il progetto e i tempi indicati dal tecnico.
Il segreto è tenere asciutto il legno

Alla fine il concetto è molto semplice.
Il legno può durare tantissimi anni, ma non ama stare continuamente nell'acqua.
Per questo dobbiamo cercare di:
- evitare il contatto diretto con la terra;
- evitare che l'acqua ristagni alla base del palo;
- proteggere correttamente il legno;
- lasciare, quando possibile, il palo sollevato dal calcestruzzo;
- realizzare un buon drenaggio;
- controllare che la struttura sia ben puntellata e stabile.
Un buon plinto non è soltanto un pezzo di cemento sotto un palo.
È il punto dove legno, terreno e struttura devono lavorare insieme senza danneggiarsi a vicenda.
E come spesso succede nei lavori di falegnameria, la differenza tra una struttura che dura qualche anno e una che dura molti anni sta proprio in quei piccoli accorgimenti che magari non si vedono una volta finito il lavoro.
Ho cercato di mantenere il tuo stile, ma rendendolo più scorrevole e soprattutto evitando di presentare come regole universali dimensioni o tempi che, per una struttura portante, dipendono da terreno, carichi e progetto.