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il cane 13 Genealogia del Cucciolo, ciò che non è scritto sul Pedigree

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Genealogia del cucciolo: quello che non c’è scritto nel pedigree
Stai per acquistare un cucciolo di cane.
Magari hai già cominciato a fare domande.
Quanto diventerà grande?
Che colore avrà da adulto?
Com'è il padre?
Com'è la madre?
Ha il pedigree?
Qual è la sua genealogia?
È stato vaccinato?
Ha fatto gli esami?
Come cammina?
Che carattere avrà?
Se stai cercando un cucciolo di Golden Retriever, probabilmente queste domande le hai già fatte.
Ed è giusto farle.
Quando scegliamo un cane vorremmo sapere tutto.
Vorremmo avere certezze.
Vorremmo sapere oggi come sarà quel piccolo essere che tra qualche settimana correrà per casa nostra.
Vorremmo conoscere la sua genealogia, il suo pedigree, la salute dei genitori, il mantello, la struttura fisica e il possibile carattere.
E allora chiediamo certificati, fotografie, esami, genealogie, garanzie.
Sono tutte cose importanti.
Ma c'è una cosa che nessun documento potrà mai raccontarti.
Chi sarà quel cucciolo quando ti guarderà negli occhi.
Nella mia breve esperienza nella cessione di cuccioli di Golden Retriever, ho incontrato persone attente, preparate e desiderose di fare la scelta giusta.
Ho incontrato domande legittime.
E qualche volta anche richieste talmente precise da sembrare la compilazione della scheda tecnica di un elettrodomestico.
Le capisco.
Davvero.
Perché scegliere un cucciolo significa assumersi una responsabilità.
Ma vorrei raccontarti una cosa che ho imparato.
Puoi conoscere moltissimo del cucciolo che stai scegliendo, ma non puoi ancora conoscere lui.
Ed è forse proprio questo il bello.
La genealogia del cane
La genealogia del cane racconta una storia.
Racconta da dove viene quel cucciolo.
Racconta i suoi genitori, i nonni, gli antenati e le linee genealogiche.
Per chi sceglie un cane di razza, conoscere la genealogia è importante.
È una fonte preziosa di informazioni.
Ma la genealogia non è il cucciolo.
Un cucciolo di Golden Retriever non è la fotocopia di suo padre.
Non è la copia di sua madre.
E, per fortuna, non è nemmeno il clone del campione che compare quattro generazioni indietro nel pedigree.
La genetica non costruisce automobili in serie.
Costruisce individui.
Ed è per questo che, nella stessa cucciolata di Golden Retriever, troverai quello più curioso, quello più prudente, quello che vuole esplorare tutto e quello che preferisce osservare.
Uno sarà più tranquillo.
Uno più esuberante.
Uno più testardo.
Uno più coccolone.
E magari ce ne sarà uno che, per qualche ragione che nessun documento saprà spiegarti, ti guarderà in un modo diverso.
E tu lo sentirai.
Quello sarà il tuo cucciolo.
Il pedigree del Golden Retriever
Il pedigree è importante.
Ma bisogna sapere che cosa rappresenta.
Non è un titolo nobiliare.
Non è una medaglia.
Non è un certificato di bellezza.
Il pedigree documenta l'origine genealogica del cane e la sua appartenenza a una determinata razza secondo le regole dell'ente cinofilo di riferimento.
E la razza conta.
Conta perché dietro una razza ci sono generazioni di selezione che hanno contribuito a definire caratteristiche fisiche e comportamentali.
Se scegli un Golden Retriever, probabilmente lo fai anche perché cerchi alcune delle caratteristiche che appartengono a questa razza.
Ma il pedigree non può dirti tutto.
Non può garantirti che quel particolare cucciolo sarà esattamente come lo immagini.
Non può dirti come reagirà al primo temporale.
Non può dirti se dormirà con la testa appoggiata ai tuoi piedi.
Non può dirti se verrà a cercarti quando sarai triste.
Non può dirti se farà festa quando tornerai a casa.
E soprattutto non può dirti quale rapporto nascerà tra voi.
Perché quello non è scritto nel pedigree.
Quello lo scriverete insieme.
Il mantello del Golden Retriever
Poi c'è il mantello del Golden Retriever.
Ah, il mantello.
La tonalità precisa.
La sfumatura desiderata.
Il colore che deve essere esattamente quello visto nella fotografia.
È comprensibile.
Il mantello fa parte dell'aspetto del cane e per molte persone è una caratteristica importante nella scelta.
Ma ricordiamoci che stiamo parlando di un essere vivente.
Il mantello può modificarsi.
Può schiarirsi.
Può assumere sfumature diverse crescendo.
Non è un abito da sera ordinato su misura.
E vi dirò una cosa.
Un giorno tornerete a casa e troverete il vostro Golden Retriever completamente ricoperto di fango.
Non un po' di fango.
Fango vero.
Sulle zampe.
Sul muso.
Sulla pancia.
Forse anche sul divano.
E in quel momento vi garantisco che quella particolare tonalità del mantello vi interesserà molto meno.
Perché lui correrà verso di voi felice.
E voi lo guarderete.
Brontolerete.
Forse direte qualche parola irripetibile.
Poi prenderete un asciugamano.
E lo abbraccerete.
La postura del cucciolo
Ogni cane cammina a modo suo.
C'è quello elegante.
Quello composto.
Quello che sembra nato per una passerella.
E poi c'è quello che corre come se avesse dimenticato dove stava andando.
Ogni cucciolo ha la propria individualità.
Il proprio modo di stare in piedi.
Il proprio modo di correre.
Il proprio modo di girare la testa quando sente il proprio nome.
Forse la postura del tuo cucciolo non sarà esattamente quella che avevi immaginato.
Forse non avrà l'eleganza del campione che hai visto in fotografia.
Ma tra qualche mese succederà una cosa curiosa.
Lo vedrai arrivare da lontano.
E lo riconoscerai immediatamente.
Non per la postura.
Non per il mantello.
Non per il pedigree.
Lo riconoscerai perché è lui.
La salute del cucciolo e la displasia
Qui smettiamo di scherzare.
Quando si parla di salute del cucciolo, bisogna essere seri.
La displasia è una patologia che può compromettere la mobilità e la qualità della vita del cane.
Per questo, nella scelta di un cucciolo di Golden Retriever, è importante informarsi sulla salute dei genitori, sugli esami effettuati e sul lavoro di selezione dell'allevatore.
Si fanno controlli.
Si scelgono riproduttori valutati.
Si cerca di ridurre i rischi.
Ma dobbiamo avere il coraggio di dirlo.
Nessuno può comprare una garanzia assoluta sulla salute futura di un essere vivente.
Nemmeno il figlio di due campioni.
Nemmeno il cucciolo con il pedigree più prestigioso.
Nemmeno quello che oggi sembra perfettamente sano.
La vita non firma contratti.
Puoi fare prevenzione.
Puoi informarti.
Puoi scegliere responsabilmente.
Puoi affidarti a un allevamento serio.
Puoi curarlo.
Puoi proteggerlo.
Ma non puoi comandare il futuro.
E questa è forse una delle cose più difficili da accettare quando decidiamo di amare un animale.
Perché quando amiamo qualcuno vorremmo poterlo proteggere da tutto.
Ma non possiamo.
Possiamo soltanto esserci.
Vaccinazioni del cucciolo
Le vaccinazioni del cucciolo sono importanti.
Devono essere effettuate seguendo le indicazioni del veterinario e il programma previsto per il singolo cane.
Ma anche qui niente magie.
Una vaccinazione è prevenzione.
Non è una promessa che nella vita non succederà mai nulla.
Come non lo sono una buona alimentazione, le visite veterinarie e tutte le attenzioni quotidiane che dedicherai al tuo cane.
Sono strumenti per proteggerlo.
E proteggerlo è una delle prime forme d'amore che puoi offrirgli.
Il carattere del cucciolo
E poi arriva lui.
Il carattere.
Quella cosa che nessuna tabella, nessuna fotografia e nessuna genealogia riuscirà mai a descrivere completamente.
Ogni cane ha il suo.
E qui voglio dirti una cosa che forse è più importante di tutte le altre.
Non cercare nel nuovo cane quello che hai perduto nel vecchio.
Se hai già avuto un cane che hai amato profondamente, porterai sempre dentro di te il suo ricordo.
Il modo in cui ti guardava.
Il modo in cui dormiva.
Il rumore delle sue zampe.
Il posto in cui si sdraiava.
Il modo in cui ti aspettava.
E quando arriverà un nuovo cucciolo, una parte di te cercherà inconsciamente qualcosa di quel cane.
Ma non lo troverai.
E meno male.
Perché quel cucciolo non è venuto a sostituire nessuno.
È venuto a scrivere una storia nuova.
Potrà essere testardo.
Potrà essere un combinaguai.
Potrà mordere le tue scarpe.
Potrà fare pipì proprio dove avevi appena lavato.
Potrà svegliarti alle tre del mattino.
Potrà non capire immediatamente quello che vuoi da lui.
Non arrabbiarti.
Guardalo.
Abbassati.
Parlagli.
Insegnagli.
E soprattutto...
impara anche tu.
Perché mentre tu stai cercando di educare il tuo cucciolo, lui sta cercando di capire te.
Sta imparando il tuo odore.
La tua voce.
I tuoi passi.
I rumori della casa.
Il momento in cui torni.
Il rumore della chiave nella porta.
E soprattutto sta cercando di capire una cosa.
Posso fidarmi di questa persona?
Il primo giorno del cucciolo nella nuova casa
Fermati un momento e prova a guardare la situazione con gli occhi del cucciolo.
Fino a ieri aveva la mamma.
Aveva i fratellini.
Aveva gli odori della cuccia.
I rumori familiari.
Le presenze che conosceva.
Il suo piccolo mondo.
Poi, improvvisamente...
quel mondo non c'è più.
Il cucciolo arriva nella sua nuova casa.
Odori nuovi.
Rumori nuovi.
Persone nuove.
Spazi nuovi.
E tu sei lì.
Per te è il giorno in cui hai finalmente portato a casa il tuo cane.
Per lui è il giorno in cui ha perso tutto ciò che conosceva.
Non sa ancora che quella sarà casa sua.
Non sa ancora che tu diventerai il suo punto di riferimento.
Non sa ancora che quella mano che lo accarezza sarà la mano che cercherà per tutta la vita.
È semplicemente smarrito.
E allora, il primo giorno, forse non chiedergli subito di essere felice.
Aiutalo a sentirsi al sicuro.
Che cosa stai davvero acquistando?
Questa è la domanda.
Non quella sul colore.
Non quella sulla postura.
Non quella sulla dimensione delle orecchie.
Non quella su quanto sarà bello da grande.
Che cosa stai davvero acquistando?
La risposta è semplice.
Stai acquistando un cucciolo.
Ma il giorno in cui varcherà la porta di casa, qualcosa cambierà.
Perché quel cucciolo diventerà quello che ti aspetta.
Quello che ti segue da una stanza all'altra.
Quello che si sdraia vicino ai tuoi piedi.
Quello che si accorge che sei triste.
Quello che fa festa quando rientri anche se sei uscito soltanto dieci minuti.
Quello che ti guarda mentre mangi.
Quello che ruba una calza e poi scappa soddisfatto.
Quello che ti costringe a uscire quando piove.
Quello che, senza saperlo, ti insegnerà a rallentare.
E passeranno gli anni.
Un giorno lo guarderai dormire.
Il muso sarà un po' più bianco.
I movimenti saranno un po' più lenti.
E ti sembrerà impossibile.
Ti sembrerà ieri il giorno in cui lo hai preso in braccio.
Perché noi misuriamo la vita in anni.
Loro la misurano in momenti.
Una passeggiata.
Una pallina.
Una carezza.
Una ciotola.
Un gioco.
Una porta che si apre.
Il rumore delle chiavi.
Il tuo ritorno.
Il tuo profumo.
La tua mano sulla testa.
Il primo incontro
E allora arriva il primo giorno.
Il cucciolo entra in casa.
È piccolo.
Non conosce il divano.
Non conosce il pavimento.
Non conosce le stanze.
Non conosce i rumori.
Non conosce te.
Tu magari vorrai mostrargli tutto.
Vorrai prenderlo in braccio.
Chiamarlo.
Accarezzarlo.
Fargli vedere la cuccia.
La ciotola.
I giochi.
Fermati.
Prova a fare una cosa diversa.
Abbassati.
Lui è piccolo.
Tu sei enorme.
Per lui sei quasi un mondo intero.
Mettiti a terra.
Allarga le braccia.
E aspetta.
Non costringerlo.
Non chiamarlo cento volte.
Aspetta.
Magari resterà fermo.
Magari ti guarderà.
Magari farà un passo indietro.
Poi un passo avanti.
Un altro.
E ancora uno.
Finché arriverà vicino a te.
Ti annuserà.
Forse ti leccherà una mano.
E in quel preciso momento accadrà qualcosa.
Non avrai bisogno del pedigree.
Non avrai bisogno della fotografia.
Non avrai bisogno di sapere se sarà perfetto.
Avrai soltanto bisogno di essere lì.
A terra.
Con le braccia aperte.
E forse capirai una cosa.
Non hai portato a casa un cane.
Hai portato a casa qualcuno che ha deciso di fidarsi di te.
E da quel giorno proverà a farlo con tutto quello che ha.
Se saprai rispettarlo.
Se saprai educarlo.
Se saprai proteggerlo.
Se saprai amarlo.
Lui farà una cosa che noi esseri umani, qualche volta, dimentichiamo di fare.
Ti resterà accanto.
Nei giorni belli.
In quelli brutti.
Quando avrai voglia di ridere.
Quando avrai voglia di piangere.
Quando nessuno saprà che sei triste.
Lui forse non capirà le tue parole.
Ma capirà te.
Capirà il tono della tua voce.
Capirà le tue emozioni.
Capirà quando hai bisogno di lui.
E un giorno, quando ti chiederai quale fosse la vera genealogia del tuo cane, forse sorriderai.
Perché la sua genealogia non sarà più soltanto quella scritta su un documento.
Sarà fatta delle vostre passeggiate.
Delle marachelle.
Delle corse.
Dei giochi.
Delle attese.
Delle volte in cui ti ha aspettato dietro la porta.
Delle volte in cui lo hai accarezzato senza dire niente.
Di tutte quelle piccole cose che, mentre le vivevi, sembravano normali.
E che un giorno scoprirai essere state la tua vita.
Questa è la vera genealogia del cucciolo.
Non quella che racconta soltanto da dove viene.
Ma quella che racconta dove è arrivato.
È arrivato nella tua casa.
Poi nelle tue abitudini.
Poi nelle tue fotografie.
Poi nei tuoi ricordi.
E infine...
nel tuo cuore.
Perché un cucciolo genera amore al di là dei fogli che lo accompagnano.
Al di là del suo aspetto.
Al di là della sua postura.
Al di là delle sue attitudini.
Al di là di tutto ciò che pensavi di volere quando lo hai scelto.
La sua genealogia più importante sarà quella che scriverete insieme.
E adesso permettetemi una piccola cattiveria da Nonno Jimmy
Alla signora che non ha confermato l'acquisto perché il mantello del cucciolo non aveva esattamente la tonalità desiderata...
A quella che ha rinunciato perché aveva paura che il cucciolo potesse graffiare il mobile appena comprato all'IKEA...
E a quell'altra che si è irrigidita perché quel piccolo essere festoso, correndole incontro, ha osato sporcarle i pantaloni bianchi...
auguro sinceramente una buona passeggiata.
Magari in un bel centro commerciale.
E un buon rientro nelle vostre case.
Le vostre belle case.
Quelle perfette.
Senza peli.
Senza graffi.
Senza impronte sul pavimento.
Senza giocattoli sotto il tavolo.
Senza una pallina abbandonata in corridoio.
Senza un cane che vi aspetta dietro la porta.
Senza qualcuno che vi ama senza chiedere nulla in cambio.
Case perfette.
Vite perfette.
Senza amore.
Io sono Nonno Jimmy.
Ho le mani sporche di segatura, probabilmente qualche pelo di cane sulla felpa e non ho mai capito perché un mobile debba essere più importante di un cane.
Ma una cosa l'ho capita.
Amo chi ama gli animali.
E soprattutto amo chi, quando apre la porta di casa e trova due occhi che lo aspettano...
non guarda se il pavimento è sporco.
Si abbassa.
E abbraccia il suo cane.
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