il Cane 22 lO SFRUTTAMENTO DELLE FATTRICI
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🚨 Cuccioli di razza NON CHIAMATELA “SELEZIONE”. SE DIETRO C’È SFRUTTAMENTO, È SFRUTTAMENTO.
Parliamo delle FATTRICI.
Quelle che nessuno fotografa.
Quelle che non finiscono sulle copertine dei siti degli allevamenti.
Quelle che non vengono presentate come “figlie di campioni”.
Quelle che, quando sono giovani, sane e fertili, possono diventare una vera e propria fabbrica di cuccioli.
👉 Gravidanza.
👉 Parto.
👉 Allattamento.
👉 Svezzamento.
👉 Recupero.
👉 E poi di nuovo gravidanza.
👉 Parto.
👉 Allattamento.
👉 Svezzamento.
👉 Recupero.
👉 E poi di nuovo gravidanza.
E ancora.
E ancora.
Fino a quando il loro corpo non ce la fa più.
E allora arriva la domanda più scomoda:
CHE FINE FANNO QUANDO NON SONO PIÙ UTILI ALLA RIPRODUZIONE?
Per alcune, fortunatamente, arriva una famiglia che le accoglie e finalmente conoscono una vita diversa.
Ma non dovrebbe essere questa la ricompensa dopo anni di riproduzione.
Una fattrice NON È UNA MACCHINA PER PRODURRE CUCCIOLI.
È un cane.
Ha paura.
Soffre.
Si stanca.
Ha bisogno di cure.
Ha bisogno di riposo.
Ha bisogno di vivere.
Soffre.
Si stanca.
Ha bisogno di cure.
Ha bisogno di riposo.
Ha bisogno di vivere.
Eppure continuiamo a vedere annunci pieni di parole come:
🏆 “FIGLI DI CAMPIONI”
🏆 “GENITORI PLURIPREMIATI”
🏆 “LINEE DI SANGUE PRESTIGIOSE”
🏆 “ALTA SELEZIONE”
🏆 “GENITORI PLURIPREMIATI”
🏆 “LINEE DI SANGUE PRESTIGIOSE”
🏆 “ALTA SELEZIONE”
Benissimo.
MA LA MADRE?
Quante cucciolate ha avuto?
Quanti parti?
Quanti anni ha?
Quali controlli sanitari ha fatto?
Quanto tempo ha avuto per recuperare?
Dove vive?
E soprattutto:
COSA SUCCEDE A LEI QUANDO NON PRODUCE PIÙ CUCCIOLI?
Perché un pedigree racconta una genealogia.
Un trofeo racconta un risultato.
Ma nessun trofeo racconta quante volte una madre è stata costretta a partorire.
E allora basta guardare soltanto il cucciolo.
GUARDIAMO LA MADRE.
Guardiamo le condizioni in cui vive.
Guardiamo il suo stato fisico.
Guardiamo quante volte è stata fatta riprodurre.
Guardiamo cosa succede alle fattrici a fine carriera.
E guardiamo anche cosa c'è dietro quel prezzo.
Perché se per ottenere il massimo profitto si riducono al minimo le spese per alimentazione, cure veterinarie, spazi, personale e benessere degli animali, allora non stiamo più parlando soltanto di “prezzo del cucciolo”.
STIAMO PARLANDO DEL PREZZO CHE PAGA L'ANIMALE.
⚠️ ATTENZIONE: questo non significa accusare tutti gli allevatori.
Ci sono allevatori seri, responsabili e rispettosi degli animali.
Ed è proprio per questo che chi lavora bene non dovrebbe avere paura dei controlli, della trasparenza e delle domande.
L'ENCI prevede specifiche tutele per le fattrici e, nel proprio Codice etico, indica come riferimento massimo cinque cucciolate nella vita della femmina, oltre a specifiche condizioni per la riproduzione di fattrici più anziane.
Quindi facciamole, queste domande.
Non accontentiamoci della fotografia del cucciolo.
📌 VOGLIAMO VEDERE LA MADRE.
📌 VOGLIAMO CONOSCERE LA SUA STORIA.