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Box parto per cani: la storia del “Grand Hotel” di Nonno Jimmy
Ciao, sono Nonno Jimmy, mani sporche di segatura.
Ho imparato a costruire le cucce e i box per cani proprio da voi.
Ogni cliente, con una domanda, una necessità, una critica o semplicemente facendomi notare questo o quello, mi ha insegnato qualcosa. Piano piano, nel tempo, attraverso le vostre esperienze e anche attraverso i miei errori, mi sono formato.
E più vedevo uncane stare bene nella sua cuccia o nel suo box, più mi veniva voglia di migliorare.
Sì, è vero: Il costruire cucce è il mio lavoro,
ma per me, con il passare degli anni, sono diventati molto di più di un lavoro. è diventata una passione.
Amo dare benessere ai vostri pelosetti.
E proprio per questo mi arrabbio troppissimo quando vedo sul web pubblicità ingannevoli di certe grandi aziende che vi vendono a poco il niente: Belle parole, fotografie ritoccate, descrizioni meravigliose… e poi, quando guardo quello che realmente viene proposto al cane, mi chiedo:
“Ma voi, dentro quella cuccia, ci mettereste il vostro cane?”
Probabilmente avrete già sentito parlare di qualcuna delle mie “stamberie” innovative per cani.
E sicuramente, ogni tanto, mi leggerete ancora raccontare come sono nate le idee.
Oggi voglio parlarvi di una di queste.
Una struttura già accogliente che negli anni ha continuato a cambiare, migliorare e diventare sempre più completa.
Vi voglio raccontare la storia del Box Parto per cani.
Tutto cominciò al Parco Adria di Bari
Tutto comincia quando la signora M. Comez mi contatta e mi propone di realizzare, presso la sua abitazione, una struttura per i suoi cani molto particolare.
La richiesta era tutt'altro che semplice.
C'erano forme, colori, misure e tante esigenze da rispettare.
Ma, soprattutto, c'era una necessità precisa:
avere un box attrezzato per il parto, con una stanzetta adiacente dove la proprietaria potesse dormire vicino ai suoi cani durante la notte del parto e nei primi giorni di vita dei cuccioli.
Non voleva semplicemente una cuccia.
Non voleva semplicemente un box.
Voleva poter stare vicino alla sua cagnolina nel momento più delicato.
E così nacque quello che la signora Comez, simpaticamente, chiamò:
“Il Box Grand Hotel”
E devo dire che il nome mi piacque subito.
Perché, in fondo, l'idea era proprio quella:
far stare bene il cane, ma anche permettere al suo “padroncino” di stare vicino a lui con tutto ciò che serve.come in albergo
Da quella prima realizzazione sono aeeivati i vostri consigli sono arrivate altre idee, altre modifiche e altre migliorie.
Ed è proprio così che, secondo me, dovrebbe nascere un prodotto:
non da una scrivania, non da un PC, ma dall'esperienza e dagli errori risolti.
Tre zone, A) B) C)
tre funzioni diverse
Il Box Grand Hotel nasce con tre ambienti distinti.
Zona B — La stanza parto
Questa è la parte più importante.

È l'ambiente nel quale la mamma può affrontare il parto e rimanere con i suoi cuccioli nei primi giorni.
La zona parto è completamente coibentata con un pacchetto isolante di circa 12 cm, con particolare attenzione al pavimento, anch'esso coibentato e completamente asportabile per consentire le periodiche operazioni di pulizia.
È presente un finestrino a vasistas per il ricambio dell'aria e una porta dotata di tendina/gattaiola magnetica antistrozzo.
Un'altra porta mette direttamente in comunicazione la stanza parto con la cameretta dell'allevatore che assisterà al parto.
E qui c'è una cosa alla quale tengo particolarmente:
all'interno della zona parto ho scelto di lasciare il legno naturale, senza prodotti chimici.
Perché quando parliamo di una mamma che sta partorendo e di cuccioli appena nati, secondo me bisogna essere particolarmente attenti a ciò che mettiamo intorno a loro.
Il Riscaldamento
Anche il sistema di riscaldamento è stato pensato in funzione delle necessità reali.
Per le prime notti è prevista una lampada a infrarossi da 100 W, utilizzabile quando necessario.
Per il resto del periodo è presente un radiatore a parete da 12 V e 75 W (Stufella linea Sofia), programmabile tramite timer.
La stufetta Sofia è stata certificata per la sua sicurezza, ha un bassissimo consumo ( 30/50/75 W), funziona a 12V,
- Significa che non occupa spazio in cuccia.
- significa che non alza polvere
- Significa che la lanuggine del cane non blocca il funzionamento (lavabile)
- Significa avere costi minimi per il riscaldare (consuma come un spiccola lampadina )
- Significa un modo corretto,sicuro e sano di dare calore all'ambiente cuccia
- Significa, un impianto non attaccabile ai morsi , indistruttibile a prova di Pidbull
- Significa un corretto ambiente caldo per nostri amici
- Significa usarla sempre negli anni, difficilmnte si guasta, e nel caso la possiamo riparare noi. ( e trovi senpre i ricambi, Made in Italy )
E queste, sono differenza importanti da tutto ciò che viene messo sul mercato per il riscaldamento.
Zona A — Lo sgambatoio

Accanto alla stanza parto c'è la zona dedicata al movimento.

Uno sgambatoio realizzato con pannelli in rete elettrosaldata, montati su telaio zincato da 30 mm.
Il cane può uscire, muoversi, prendere aria e fare attività senza perdere la sicurezza che una struttura dedicata deve garantire.
Il tetto è realizzato in perlinato da 19 mm con copertura impermeabilizzante e possibilità di scegliere la tinta.
Anche qui c'è una particolarità.
Il sottotetto è realizzato con effetto solaio e prevede l'espulsione dell'aria calda attraverso un sistema alimentato da pannello solare.
Il pavimento è fessurato per facilitare il drenaggio e il lavaggio ed è completamente asportabile per le pulizie stagionali.
E poi c'è il cancello antievasione, con apertura verso l'interno.
Perché anche le piccole cose, quando si parla di cani, possono diventare importanti.
Zona C — La stanza del “padroncino” 

Ed eccoci alla parte che rende questo box particolarmente diverso.
La Zona C nasce come stanzettta ripostiglio, con scaffalature.
Ma all'occorrenza può trasformarsi in una piccola cameretta.
Un ambiente semplice, ma nel quale trovano posto:
- una brandina;
- un piccolo tavolo per la colazione;
- una mensola portaoggetti;
- un vano dispensa.
L'illuminazione è autonoma, alimentata da pannello solare e batteria, con un'autonomia di circa 12 ore.
La stanza non è coibentata ed è dotata di finestrino per l'aerazione.
Perché non serviva costruire una camera d'albergo di lusso.
Serviva una cosa molto più semplice:
permettere alla persona di rimanere accanto ai propri cani quando ne aveva davvero bisogno.
Ma perché chiamarlo “Grand Hotel”?
Perché la vera particolarità di questo box non sta in una singola caratteristica.

Sta nel modo in cui le tre zone lavorano insieme.
La mamma può avere il suo ambiente protetto.
I cuccioli possono rimanere nella stanza parto.
Il cane può avere a disposizione lo sgambatoio.
E il proprietario può dormire praticamente accanto a loro.
La coibentazione e gli accorgimenti termici sono stati studiati per ottenere, nella zona parto, condizioni interne sensibilmente migliori rispetto alla temperatura esterna, sia in estate che in inverno.
Ma c'è un'altra comodità che con il tempo ho imparato ad apprezzare moltissimo.
Le due zone protette possono essere separate da una porta intermedia.
E questa cosa, nella vita quotidiana, può diventare molto utile.
Durante i pasti si può separare una cucciolata numerosa.
Si può isolare un singolo soggetto quando necessario.
Si possono effettuare le operazioni di lavaggio e pulizia in modo alternato senza dover necessariamente portare tutti i cani all'esterno.
Insomma, quello che era nato per risolvere un problema molto preciso — stare vicino alla cagnolina durante il parto — nel tempo è diventato qualcosa di molto più completo.
È così che nascono le mie “stamberie”
A volte qualcuno mi chiede perché continuo a modificare, inventare, provare soluzioni nuove.
La risposta è semplice.
Perché quando costruisco qualcosa e poi lo vedo utilizzare davvero da un cane, comincio a vedere cose che sul disegno non potevo vedere.
Una porta che potrebbe essere più comoda.
Un pavimento che potrebbe essere più facile da pulire.
Un sistema di aerazione da migliorare.
Un modo diverso per separare gli ambienti.
E allora ci rimetto mano.
Non perché quello che ho fatto prima fosse necessariamente sbagliato.
Ma perché oggi ne so qualcosa in più di ieri.
È questo, secondo me, il vantaggio di costruire artigianalmente.
Non devo produrre mille pezzi tutti uguali.
Posso ascoltare chi li utilizza.
E posso continuare a migliorarli.
I tuoi cani, come fossero al Grand Hotel
Alla fine, il nome scelto dalla signora Comez, tanti anni fa mi sembra ancora quello giusto.
Perché il vero lusso, per un cane, non è avere una cuccia bella da fotografare.
È avere un ambiente dove possa stare bene.
Protetto.
Al sicuro.
Pulito.
Con spazio per muoversi.
E soprattutto con il proprio umano vicino quando ne ha bisogno.
Questo è il senso del Box Grand Hotel.
Una struttura nata da una richiesta vera, costruita per un cane vero e poi cresciuta insieme alle esperienze di chi l'ha utilizzata.
E forse è proprio per questo che continuo a considerarla una delle mie “stamberie” più riuscite.
I vostri cani, come fossero al Grand Hotel.
Ciao da Nonno Jimmy,
mani sporche di segatura. 🪵
Se vuoi conoscere meglio il Box Parto e vedere le possibilità di realizzazione, puoi contattarmi: sarò felice di raccontarti come possiamo adattarlo alle esigenze dei tuoi cani....entra in faleganmeria