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Articolo 2
Desideri un cane? Quale razza si sposa meglio con il tuo stile di vita


1. Golden Retriever: un cane amichevole, intelligente e sempre pronto a stare con la famiglia
Il Golden Retriever è una delle razze più conosciute e amate. È un cane di buona taglia, forte ma elegante, con un carattere generalmente amichevole, intelligente e disponibile al lavoro.
È nato come cane da riporto e ancora oggi conserva una grande voglia di muoversi, giocare e collaborare con il proprio padrone. Non è quindi un cane da lasciare semplicemente in giardino: ha bisogno di compagnia, movimento e attenzioni.
Il suo pelo dorato e abbondante richiede una certa cura e, soprattutto nei periodi di muta, bisogna mettere in conto parecchio pelo in giro.
È un cane che può vivere molto bene in famiglia, purché abbia lo spazio e il tempo necessari per fare attività.
Nel prossimo articolo parleremo più a fondo del Golden Retriever, delle sue abitudini, dello spazio che gli serve, del rapporto con la famiglia e anche di come organizzare bene il suo spazio esterno.
per maggiori info:
  • Golden Retriever: carattere e comportamento
  • Golden Retriever: quanto spazio gli serve
  • Golden Retriever in giardino: come organizzare gli spazi
  • Golden Retriever e cuccia: cosa valutare
  • Golden Retriever e box per cani: dimensioni e caratteristiche
  • Come proteggere il Golden Retriever dal caldo e dal freddo
  • Golden Retriever anziano: come cambiano le sue esigenze

  • PAGINA IN ALLESTIMENTO

2. Labrador Retriever: energia, simpatia e tanta voglia di fare
Il Labrador Retriever è un cane robusto, attivo e molto socievole. È conosciuto per il suo carattere generalmente affettuoso, allegro e disponibile.
Come il Golden, nasce come cane da riporto e ama quindi le attività all'aperto, il gioco e il rapporto con le persone.
È un cane che tende a partecipare alla vita della famiglia. Una passeggiata, un gioco con la palla o una giornata all'aperto sono spesso più importanti di un semplice grande spazio a disposizione.
Il Labrador ha un pelo corto ma fitto e può perdere parecchio pelo durante l'anno.
È una razza che può adattarsi bene a diverse situazioni, ma la sua energia va gestita con movimento e attenzione.

3. Pastore Tedesco: un cane forte, attento e molto legato al padrone
Il Pastore Tedesco è una delle razze più conosciute al mondo. È un cane forte, atletico e intelligente, con una grande capacità di apprendimento.
È stato utilizzato in moltissimi lavori: guardia, soccorso, ricerca e attività con le forze dell'ordine. Ma dietro queste caratteristiche c'è anche un cane molto legato alla propria famiglia.
Ha bisogno di movimento, educazione e rapporto con il proprietario. Un Pastore Tedesco lasciato sempre solo in giardino non è un cane che sta necessariamente bene.
La sua struttura e la sua taglia richiedono uno spazio adeguato e ben organizzato, soprattutto quando passa molto tempo all'aperto.

4. Border Collie: intelligenza, movimento e una testa sempre impegnata
Il Border Collie è conosciuto soprattutto per la sua straordinaria intelligenza e per la grande voglia di lavorare.
È un cane attivo, veloce e attento a tutto quello che succede intorno a lui. Non basta quindi avere un giardino grande: questo cane ha bisogno di movimento e stimoli mentali.
È particolarmente adatto a chi ama camminare, fare attività con il cane e insegnargli esercizi e comandi.
È anche un cane molto sensibile al rapporto con il proprio padrone.
Per chi sceglie un Border Collie, organizzare bene gli spazi esterni è importante, ma ancora più importante è dedicargli tempo.

5. Beagle: piccolo, curioso e con un naso sempre al lavoro
Il Beagle è un cane di taglia più contenuta rispetto a molte altre razze da caccia, ma non bisogna lasciarsi ingannare dalle dimensioni.
È un cane curioso, vivace e molto legato al proprio olfatto. Proprio per questo può essere attirato da odori e tracce interessanti e può diventare un piccolo esploratore.
Ha un carattere generalmente allegro e socievole e può essere un buon compagno per la famiglia.
Il Beagle ama stare all'aperto, ma il giardino deve essere ben recintato e sicuro, perché la curiosità può portarlo a cercare una via di fuga.

6. Cocker Spaniel: vivace, affettuoso e sempre vicino alla famiglia
Il Cocker Spaniel è un cane di taglia media, riconoscibile per le lunghe orecchie, il pelo morbido e l'espressione molto dolce.
È un cane vivace e attivo, ma allo stesso tempo molto affettuoso e desideroso di stare vicino alle persone.
La sua origine come cane da caccia si nota ancora oggi nella voglia di esplorare e seguire gli odori.
Il mantello richiede una certa cura, soprattutto per evitare nodi e mantenere il pelo in buone condizioni.
È un cane che può vivere bene in famiglia e apprezza molto le passeggiate e la vita all'aperto.

7. Bovaro del Bernese: grande, tranquillo e affettuoso
Il Bovaro del Bernese è un cane di grande taglia, con un caratteristico mantello nero, bianco e marrone.
Nonostante le dimensioni importanti, viene generalmente apprezzato per il suo carattere affettuoso, equilibrato e tranquillo.
È un cane che ama vivere a contatto con la famiglia e non dovrebbe essere considerato semplicemente un cane da tenere fuori casa.
Il suo pelo abbondante richiede attenzione e durante la muta può essere necessario spazzolarlo spesso.
Quando si prepara uno spazio esterno per un cane di queste dimensioni, bisogna pensare prima di tutto a dimensioni, robustezza e comodità.

8. Bassotto: piccolo nelle dimensioni, grande nel carattere
Il Bassotto è un cane inconfondibile: corpo allungato, zampe corte e un carattere spesso molto deciso.
Esistono diverse varietà di taglia e di pelo. La FCI riconosce, tra le altre, le varietà a pelo corto, lungo e duro.
Nonostante le dimensioni ridotte, è un cane nato per il lavoro e conserva una buona dose di coraggio e curiosità.
Ama esplorare e seguire gli odori. Per questo anche con un cane piccolo è importante avere un giardino sicuro.
La sua particolare conformazione fisica merita inoltre attenzione nella vita quotidiana, evitando situazioni che lo portino a fare continuamente salti o movimenti poco adatti alla sua struttura.

9. Boxer: forte, giocherellone e pieno di energia
Il Boxer è un cane atletico, muscoloso e molto vivace.
Ha un aspetto forte, ma chi conosce la razza sa che può essere anche un cane molto giocherellone e affettuoso con la propria famiglia.
Ha bisogno di movimento e di interazione. Non è una razza adatta a chi cerca semplicemente un cane da lasciare in giardino.
Il suo pelo corto rende la manutenzione abbastanza semplice, ma quando vive all'esterno bisogna comunque prevedere un luogo dove possa ripararsi dal sole, dalla pioggia e dalle temperature basse.
Un box per cani ben progettato deve quindi essere pensato in base alle dimensioni e alle abitudini del cane, non soltanto all'estetica.

10. Pastore Australiano: intelligente, attivo e sempre pronto a seguirti
Il Pastore Australiano è un cane atletico e molto attivo, apprezzato per la sua intelligenza e per la disponibilità a lavorare insieme alla persona.
È un cane che ha bisogno di fare attività e di sentirsi coinvolto. Una semplice passeggiata può non essere sufficiente per un soggetto particolarmente energico.
È adatto a persone che amano trascorrere tempo all'aperto e che vogliono coinvolgere il cane in attività, giochi ed esercizi.
Come per il Border Collie, avere un giardino è utile, ma un giardino grande non sostituisce il movimento e la relazione con il proprietario.






La scelta della cuccia è un momento importante , il tuo amico ci deve trascorrere la vita, di giorno come di notte.
con il caldo e con il fereddo seguimi nei commenti.
CUCCE CON AMORE
🐶 Come Scegliere la Cuccia per il Cane e Riscaldarla Correttamente
🏠 L’evoluzione della cuccia: da rifugio improvvisato a spazio di benessere,
Negli ultimi anni fortunatamente abbiamo imparato a rispettare e curare con amore i nostri amici pelosi.
Mentre fino a pochi anni fa i cane e gatti veniva lasciti sempre fuori abbandonati a se stessi o nel migliore dei casi questi dormivano sul cemento sotto una porta appoggiata a un muro esterno a mo di capanna.
Questi animali raramente venivano portati da un veterinario e i loro pasti erano le sole rimanenze del padrone.
Legati a una catena erano li per il solo per fare la guardia  pochi avevano la possibilità di giocare o di correre con il padrone.
Alcuni  fortunati godevano di un lungo cavo di metallo teso tra due alberi, la catena che imprigionava il cane a mezzo di un anello scorreva su tutta la sua lunghezza dando al Cane una prigionia un po' più allungata .
Nei miei ricordi di Infanzia mi è rimasto impresso passando in bici davanti alle case coloniche il vedere una sorta di fossato a semicerchio scavato dal cane nel suo rabbioso avanti e indietro al passaggio di un abituale passante.
Solo negli ultimi anni abbiamo davvero imparato a prenderci cura dei nostri amici a quattro zampe con amore, attenzione e rispetto. In passato, cani e gatti vivevano spesso all’aperto, esposti alle intemperie e relegati a rifugi di fortuna, come vecchie porte appoggiate ai muri o cucce improvvisate in cemento.
Questi animali raramente venivano portati dal veterinario e si nutrivano esclusivamente degli avanzi del padrone. Legati a una catena, servivano quasi unicamente a fare la guardia. Pochi avevano lo spazio o la possibilità di giocare liberamente
Con il tempo, fortunatamente, la cultura è cambiata. Le nuove generazioni, grazie anche a normative più severe (es. il divieto dell’uso della catena), hanno cominciato a offrire agli animali ambienti più sicuri e confortevoli: cucce ben progettate, aree recintate e un’attenzione sempre crescente al loro benessere.
vedi link:
🧱 La qualità della cuccia: il legno vince su plastica e metallo
Negli anni, la produzione industriale ha invaso il mercato con cucce economiche ma di scarsa qualità: strutture leggere, poco isolate, costruite con materiali tossici e trattati con vernici dall’odore pungente, sgradevole per il cane.
❗ I veri artigiani, capaci di costruire cucce solide e durevoli con legno stagionato, stanno scomparendo a causa della competizione al ribasso.
✅ Cosa valutare nella scelta della cuccia:
  • Materiale consigliato: Solo legno naturale, internamente non trattato e non verniciato.
Evita assolutamente: Plastica, metallo.
  • Attenzione ai prezzi troppo bassi: spesso equivalgono a materiali di scarto o tossici.
    ❌ Perché evitare plastica e metallo?
    • Plastica: ha uno scarso potere isolante, trattiene l'umidità, genera muffe, si deteriora col tempo e può rilasciare sostanze tossiche.
    Metallo: crea ponte termico, trasmette il freddo invernale, accumola il caldo estivo, produce condensa e muffe, e non permette all'ambiente di “respirare”.inoltre il metallo in particolare quando è freddo assorbe / ruba calore al cane

    🔥 Coibentazione e struttura: dove è veramente utile?
    Pareti della cuccia: la coibentazione ha efficacia limitata, soprattutto se la cuccia non è riparata da una tendina. L’aria fredda entra dall' apertura di ingresso e rende inutile lo spessore delle pareti, in una unità di tempo la temperastura interna sarà uguale a quella esterna.
  • Pavimento: qui invece è fondamentale avere un buon isolamento, magari abbinato a un panno in tessuto per contenere la naturale temperatura del cane.
                                                     



    📏 Dimensioni corrette e struttura della cuccia
    • Spazio interno: non guardare solo l’estetica esterna. Lo spazio interno deve permettere al cane di stendersi completamente, senza forzature.
    Non esagerare con gli spazi perchè in inverno avrai problemi a riscaldare l 'ambiente
  • Altezza porta d’ingresso: almeno 2 cm più alta del garrese del cane adulto.
  • Tendina: sempre presente, in materiale traspirante (juta, cotone), mai in PVC se non hai un sistema sistema di ventilazione.
          il cane ha bisogno di maggiori quantita di ossigeno rispetto all'uomo. e il PVC non lasci apassare l'ossigeno casusando disagio al cane.

    • Posizionamento ideale: zona riparata dal sole, protetta da vento e ristagni d’acqua, vicina all’area di alimentazione ma lontana da zone di pericolo.(come macchine operatrici o strade).
    Se volete dare serinità al vostro cane, posizionate l'ingresso della cuccia in modo che il vostro amico possa monitorare i  movimnenti del padrone senza uscire continuamente dalla cuccia ad ogni rumore.
    💡 Come riscaldare la cuccia del cane in modo sicuro
    Qui si entra nell’aspetto più delicato. Un riscaldamento errato non solo è inutile, ma può essere pericoloso per la salute del cane.


    ⚠️ Sistemi sconsigliati:

    • Riscaldamento 220V: troppo rischioso se raggiungibile dal cane.
    Lampade a infrarossi: se non correttamente schermate, possono causare ustioni o danni alla vista. consumi elevati
    Termoventilatori: pericolosi, rumorosi, soggetti a surriscaldamento per intasamento da lanuggine e polvere, pericolo di incendio
  • Pedane metalliche e Tappetini: non riscaldano l’ambiente, ma solo per contatto diretto, causando sbalzi termici sul corpo del cane.

                                                               maggiori info su danni da tappetino riscaldante
                                                            
    💯 La soluzione perfetta: Radiatore a parete 12V
    Stufetta Sofia 12V rappresenta la soluzione più sicura, efficace ed economica per riscaldare la cuccia del tuo cane.
    ✅ Perché scegliere la Stufetta Sofia:
    • Alimentazione a bassa tensione (12V): nessun pericolo in caso di contatto o morsi.
    Consumi ridottissimi: solo pochi centesimi per molte ore di funzionamento.
  • Uniforme riscaldamento dell’ambiente cuccia.
  • Robusta, impermeabile, lavabile.
  • Funziona con corrente di casa+ trasformatore 12V, con  batteria auto o con  pannello solare.
  • Disponibile in varie potenze, in base alla dimensione della cuccia o del box.
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    Entra nella vetrina on line
    🐕 Attenzione agli errori più comuni
    • Non surriscaldare la cuccia: bastano +6/+8°C rispetto all’esterno.
    Non trattare il cane come un bimbo: deve attivare le sue naturali difese termiche.
  • Dieta invernale: aumenta la quantità e inserisci grassi buoni per migliorare la sua resistenza

    Golden Retriever: conoscere il cane prima di scegliere cuccia e box


    Golden Retriever: conoscere il cane prima di scegliere cuccia e box
    Il Golden Retriever è uno dei cani più conosciuti e amati, ma definirlo semplicemente “un cane buono e affettuoso” sarebbe riduttivo.
    Chi ha vissuto con un Golden lo sa bene.
    È un cane che vuole stare con le persone, che tende a partecipare alla vita della famiglia e che difficilmente considera il giardino come un mondo separato dalla casa. È un cane di buona struttura, attivo, curioso e spesso molto più vivace di quanto la sua espressione tranquilla possa far pensare.
    Quando si deve scegliere una cuccia per Golden Retriever, oppure progettare un box per Golden Retriever, quindi, non basta chiedersi quanto è grande il cane.
    Bisogna prima capire che cane abbiamo davanti.
    Un cane di buona strutturacucciolo di cane di pochi giorni coccolato teneramente dalle mani del suo padroncino
    Il Golden Retriever è un cane di taglia medio-grande, con una struttura solida e una buona massa corporea.
    Questo significa che una cuccia per cane di taglia grande non dovrebbe essere pensata come una semplice scatola nella quale il cane possa entrare.
    Servono spazio, solidità e materiali adeguati.
    Il cane deve poter entrare, uscire, girarsi, sdraiarsi comodamente e assumere le proprie posizioni senza sentirsi stretto.
    Ma attenzione: nemmeno una cuccia enorme è automaticamente una buona cuccia.
    La dimensione va ragionata in funzione del cane, della posizione della cuccia, del clima e dell'utilizzo che se ne farà.
    È uno dei motivi per cui, quando si parla di cuccia in legno su misura, la misura del cane è soltanto il punto di partenza.
    Il Golden Retriever non è un cane da lasciare semplicemente in giardino
    Questo è un punto sul quale vale la pena essere chiari.
    Il Golden Retriever può vivere benissimo con uno spazio esterno, può utilizzare un box per cani con recinto e può avere una propria zona protetta in giardino.
    Ma il suo carattere porta a considerare molto importante il rapporto con la famiglia.
    Un box ben costruito non dovrebbe diventare un modo per parcheggiare il cane fuori casa.
    Dovrebbe essere il suo spazio.
    Un posto nel quale riposare, stare tranquillo, proteggersi dal maltempo e avere una propria zona quando necessario.
    La differenza è importante.
    Un box per Golden Retriever ben progettato deve essere pensato insieme alle abitudini del cane e al modo in cui la famiglia utilizza gli spazi esterni.
    Un cane attivo
    Il Golden Retriever è stato selezionato come cane da lavoro e da riporto.
    Questa sua origine aiuta a capire molte delle sue caratteristiche.
    È un cane che ama muoversi, esplorare, giocare, riportare oggetti e partecipare alle attività del proprietario.
    Per questo un semplice spazio chiuso può essere insufficiente se non viene accompagnato dalla possibilità di movimento e dalla vita quotidiana insieme alla famiglia.
    Quando si realizza un box in legno per cane, quindi, la parte abitativa è soltanto una componente del progetto.
    Può essere interessante ragionare anche sul recinto esterno, sulla zona di sgambamento, sulla copertura e sulla possibilità di creare una parte riparata dalle intemperie.
    Sono tutti aspetti che meritano di essere valutati caso per caso.
    Il pelo del Golden e la vita all'aperto
    Il Golden Retriever possiede un mantello importante, con pelo e sottopelo.
    Questo gli offre una buona protezione naturale, ma non significa che possa essere lasciato senza protezione durante qualsiasi condizione atmosferica.
    Freddo, pioggia, vento, caldo estivo e umidità sono condizioni differenti e devono essere affrontate in maniera differente.
    Per questo quando parliamo di cuccia in legno per Golden Retriever non dovremmo parlare soltanto di “una cuccia calda”.
    Bisogna considerare la posizione, il tetto, il pavimento, l'isolamento, la ventilazione e la protezione dall'acqua.
    E soprattutto bisogna distinguere il problema del freddo da quello del caldo.
    Sono due problemi diversi.
    Il caldo estivo è un argomento da non sottovalutare
    Quando si parla di cani che vivono all'esterno, spesso si pensa subito all'inverno.
    Per il Golden Retriever è altrettanto importante ragionare sull'estate.
    Un box per cane in legno deve essere collocato in una posizione corretta e deve offrire una zona realmente protetta dal sole.
    Una struttura esposta al sole per molte ore può diventare molto calda anche se costruita con materiali di buona qualità.
    La progettazione deve quindi tenere conto anche dell'orientamento, dell'ombra, della ventilazione e della possibilità di creare una zona fresca.
    Il tema del raffrescamento del box per cani merita un discorso a parte e lo affronteremo più avanti.
    Il Golden è anche un cane che ama l'acqua
    Qui spesso si riconosce subito un Golden Retriever.mamma Golden Retrever manto color miele, allatta i suoi 5 cuccioli
    Molti soggetti hanno un rapporto particolare con l'acqua: una pozzanghera può diventare un'attrazione, una piscina può essere irresistibile e una passeggiata vicino a un corso d'acqua può trasformarsi in un bagno non previsto dal proprietario.
    Questo aspetto apparentemente simpatico ha però una conseguenza pratica.
    Un cane che entra spesso in acqua porta nel proprio spazio esterno più umidità e più sporco.
    Per questo, quando si progetta una zona esterna per Golden Retriever, bisogna pensare anche alla facilità di pulizia e alla gestione quotidiana degli spazi.
    Anche il pavimento del box e la zona antistante meritano attenzione.
    Un cane socievole
    Il carattere del Golden Retriever è una delle ragioni della sua popolarità.
    È generalmente un cane socievole, disponibile e molto legato alle persone.
    Questo non significa che tutti i Golden siano uguali.
    Ogni cane ha il proprio carattere.
    Ci sono soggetti più tranquilli, altri più esuberanti, alcuni che amano stare sempre vicino al proprietario e altri che utilizzano volentieri il proprio spazio per riposare.
    Ecco perché progettare un box per cane su misura significa anche ascoltare il proprietario.
    La falegnameria può costruire una struttura solida e funzionale, ma chi vive quotidianamente con il cane conosce le sue abitudini meglio di chiunque altro.
    Cuccia o box?
    Sono due cose che spesso vengono confuse.
    La cuccia per Golden Retriever è principalmente il luogo nel quale il cane riposa.
    Il box per Golden Retriever è invece un ambiente più completo, che può comprendere la zona notte, uno spazio di soggiorno e un recinto esterno.
    Non esiste una soluzione migliore in assoluto.
    Dipende dal cane, dalla proprietà, dalle abitudini della famiglia e dall'utilizzo previsto.
    In alcuni casi può essere sufficiente una buona cuccia.
    In altri può avere senso realizzare un box completo, magari con pavimento isolato, copertura, recinto e accessori.
    Ed è proprio qui che entra in gioco il lavoro artigianale.
    Il legno per il box del Golden Retriever
    Il legno è un materiale particolarmente interessante per questo tipo di costruzione.
    È caldo alla vista, si inserisce bene in un giardino e permette di realizzare strutture differenti per dimensione e forma.
    Ma dire semplicemente “il legno è bello” non basta.
    Per un box in legno per cani bisogna scegliere materiali adatti, costruire una struttura robusta e prestare attenzione a tetto, pavimento, pareti, ferramenta e protezione del legno.
    Una struttura destinata a rimanere all'esterno deve essere pensata per stare all'esterno.
    Questo sembra scontato, ma non lo è.
    Un conto è costruire una casetta ornamentale.
    Un altro è costruire una struttura che deve essere utilizzata ogni giorno da un cane di buona stazza, che si muove, entra ed esce, sporca, graffia e vive realmente quello spazio.
    Un Golden Retriever adulto non è un cucciolo
    Anche questo aspetto viene spesso trascurato.
    Quando si acquista una cuccia per Golden Retriever, bisogna pensare al cane adulto e non soltanto alle dimensioni del cucciolo che abbiamo davanti oggi.
    Il cucciolo crescerà.
    Cambieranno il suo peso, la sua altezza, le sue abitudini e il modo in cui utilizzerà la struttura.
    Progettare bene significa quindi guardare avanti.
    Non costruire una cuccia che oggi sembra perfetta, ma che fra pochi mesi diventa troppo piccola.
    Ogni Golden è diverso
    La razza ci dà delle indicazioni.
    Non ci dà però un progetto già pronto.
    Un Golden Retriever che vive in pianura non necessariamente ha le stesse esigenze di uno che vive in montagna.
    Un cane abituato a stare prevalentemente in casa non utilizzerà il box nello stesso modo di un cane che trascorre molto tempo all'esterno.
    Un soggetto anziano avrà esigenze differenti rispetto a un cane giovane e pieno di energia.
    Anche la posizione della struttura cambia molto.
    Giardino esposto al sole, zona ombreggiata, terreno umido, area ventosa, spazio vicino all'abitazione: sono tutte situazioni differenti.
    Per questo una cuccia per cane su misura non significa soltanto scegliere una misura diversa da un catalogo.
    Significa adattare la costruzione alla situazione reale.
    Da qui possiamo partire
    Il Golden Retriever offre moltissimi argomenti interessanti da approfondire.
    Possiamo parlare della dimensione della cuccia, della scelta del box per Golden Retriever, del pavimento, dell'isolamento termico, della gestione del caldo estivo, della protezione dal freddo, della posizione del box in giardino, del recinto, della pulizia, della manutenzione del legno e delle differenze tra cuccia, box e box con recinto.
    Ma sono argomenti che è meglio non mettere tutti insieme.
    Un buon lavoro di falegnameria parte dalle fondamenta.
    Anche il nostro lavoro sul Golden Retriever può partire nello stesso modo: prima conosciamo il cane, poi vediamo come costruirgli intorno uno spazio fatto bene.
    Perché un box per cani non dovrebbe essere semplicemente una costruzione in legno con una porta. ma la casa del tuo migliore amico dove lui vivrà felicie i suoi prossimi anni , un posto dove  lui sta aspettando te ad ogni sorgere del sole  e le tue carezze.

    Nei prossimi contatti ti parlero di:

    1. Quanto deve essere grande una cuccia per Golden Retriever
    2. Il Golden Retriever può vivere in un box esterno?
    3. Box per Golden Retriever: legno, lamiera o altri materiali
    4. Come proteggere il Golden Retriever dal caldo estivo
    5. Come proteggere il Golden Retriever dal freddo
    6. Cuccia coibentata per Golden Retriever: quando serve davvero
    7. Il pavimento del box per cani: un particolare che conta
    8. Box con recinto per Golden Retriever
    9. Dove posizionare il box del cane in giardino
    10. Golden Retriever e acqua: cosa cambia nella gestione del box
    11. Cucciolo di Golden Retriever: come scegliere una struttura che duri nel tempo
    12. Manutenzione della cuccia e del box in legno
    13. Golden Retriever anziano: come cambiano le esigenze dello spazio esterno
    14. Cuccia o box? Quale soluzione scegliere
    15. Come progettare un box per cane su misura

    LA CUCCIA DEL CANE come RISCALDARLA
    Quello che ho imparato con le mani sporche di segatura
    Se hai un cane, sai bene che la cuccia non è semplicemente una scatola dove farlo dormire.
    È il suo rifugio. Il posto dove si ritira quando vuole stare tranquillo, dove dorme, si riposa e si sente al sicuro.
    E allora una domanda te la voglio fare:
    Se per te scegli con attenzione il letto, la casa e il riscaldamento… perché per il tuo cane dovrebbe essere diverso?
    Io di cucce e box per cani ne ho costruiti parecchi.
    E dopo tanti anni di legno, segatura, chiodi, polvere e mani sporche di lavoro, una cosa l'ho imparata:
    Nella cuccia del cane non serve complicare le cose. Serve farle bene.

    PRIMA DI TUTTO: IL LEGNO
    Se devo scegliere il materiale per una cuccia, io parto da qui:
    LEGNO.
    Legno vero, naturale, robusto.
    Il legno è un materiale che conosco bene e che considero particolarmente adatto alla costruzione di una cuccia: è caldo al tatto, piacevole e permette di realizzare una struttura solida e ben dimensionata.
    Io eviterei invece di trasformare la cuccia in una piccola scatola di plastica.
    La plastica può essere utile per proteggere dall'acqua, ma non è la stessa cosa di una struttura abitativa in legno.
    E attenzione anche alle proposte troppo economiche.
    Quando trovi una cuccia che costa molto meno delle altre, chiediti sempre:
    Dove hanno risparmiato?
    Sul legno?
    Sullo spessore?
    Sul pavimento?
    Sulla ventilazione?
    Sui materiali?
    Perché il cane non legge il prezzo della cuccia.
    La vive.

    IL METALLO E LA COIBENTAZIONE: NON FACCIAMOCI INGANNARE
    Qui bisogna ragionare con un po' di buon senso.
    Se costruisci un box grande, dove il cane deve realmente soggiornare, allora isolamento, spessori, ventilazione e progettazione delle pareti diventano importanti.
    Ma una cuccia tradizionale è un'altra cosa.
    La questione fondamentale è sempre la stessa:
    da dove entra l'aria?
    Puoi avere anche una parete spessa come un muro di casa, ma se davanti hai un'apertura completamente libera, il ricambio d'aria può rapidamente portare la temperatura interna verso quella esterna.
    Faccio sempre questo esempio.
    Immagina casa tua: muri spessi, cappotto termico, finestre perfette…
    Poi apri completamente la porta d'ingresso in una notte d'inverno.
    La casa resterà calda per sempre?
    No.
    Ecco perché nella cuccia bisogna ragionare sull'insieme:
    STRUTTURA + DIMENSIONI + PAVIMENTO + POSIZIONE + APERTURA + TENDINA + RISCALDAMENTO.
    Non esiste il materiale magico.
    Esiste una cuccia progettata bene.

    IL PAVIMENTO? QUI NON SI RISPARMIA
    Il cane trascorre buona parte del suo tempo sdraiato.
    E quindi il pavimento è una delle parti più importanti.
    Deve essere isolato dal terreno, sufficientemente robusto e, soprattutto, possibilmente smontabile per la pulizia e l'igienizzazione.
    Una buona cuccia non deve essere soltanto calda.
    Deve essere anche:
    ASCIUTTA. PULITA. ISPEZIONABILE.
    Perché una cuccia che non puoi pulire bene, prima o poi presenta il conto.

    E LA TENDINA?
    Qui faccio una distinzione.
    Quando porti a casa una cuccia nuova, lascia al cane il tempo di abituarsi.
    Poi, quando l'ha accettata come il suo rifugio, una tendina traspirante può diventare molto utile.
    Juta, cotone o materiali che consentano un adeguato passaggio dell'aria.
    In inverno aiuta a limitare gli spifferi e la dispersione di calore.
    In estate può essere utile anche come barriera contro mosche e altri insetti.
    Ma attenzione:
    NON CHIUDERE ERMETICAMENTE LA CUCCIA.
    La ventilazione è fondamentale.
    Io eviterei soprattutto tendine in PVC dove non sia garantito un adeguato ricambio d'aria.
    Il cane deve avere il suo rifugio, non una scatola chiusa.

    DOVE METTERE LA CUCCIA?
    Anche questo conta più di quanto si pensi.
    Io cercherei un punto:
    RIPARATO DAL SOLE DIRETTO,
    PROTETTO DALLE CORRENTI D'ARIA,
    ASCIUTTO,
    NON SOGGETTO A RISTAGNI D'ACQUA.
    E c'è un'altra cosa che spesso dimentichiamo.
    Il cane ama controllare il proprio territorio.
    Se possibile, metti la cuccia in un punto dal quale possa vedere cosa succede intorno.
    E, perché no, tenere d'occhio anche il padrone.
    D'altronde…
    siamo noi che crediamo di essere i padroni.

    DENTRO LA CUCCIA: MENO CHIMICA, PIÙ BUON SENSO
    Se puoi scegliere, io preferisco vedere all'interno della cuccia legno naturale, non verniciato e non trattato con prodotti che possano entrare in contatto prolungato con l'animale.
    Se invece hai già comprato una cuccia con pareti trattate, una soluzione pratica può essere quella di creare una barriera interna in compensato o altro materiale idoneo, evitando il contatto diretto del cane con le superfici trattate.
    Perché ricordiamoci una cosa semplice:
    il cane ci dorme dentro per ore.
    Non per cinque minuti.

    E ADESSO ARRIVIAMO AL PUNTO PIÙ DELICATO
    COME RISCALDARE LA CUCCIA?
    Qui, ragazzi, io non scherzo.
    Perché riscaldare una cuccia non significa semplicemente mettere qualcosa che produce calore dentro una scatola.
    Bisogna chiedersi:
    Quanto calore?
    Dove?
    Come viene distribuito?
    Con quale alimentazione?
    Il cane può raggiungerlo?
    Cosa succede se qualcosa si guasta?
    Negli anni ho visto e provato diversi sistemi.
    E una cosa l'ho capita:
    Non sempre ciò che scalda di più è ciò che scalda meglio.

    220 VOLT DENTRO UNA CUCCIA?
    Personalmente, io preferisco evitare.
    La rete elettrica a 220 V dentro una cuccia accessibile al cane introduce un livello di rischio che, secondo me, non ha senso quando esistono soluzioni progettate per lavorare a bassa tensione.
    Lampade, resistenze, termoventilatori e altri sistemi possono avere applicazioni specifiche.
    Ma una cuccia è un ambiente piccolo.
    C'è il cane.
    Ci sono peli, polvere, umidità.
    E c'è un animale che può mordere, graffiare, spostare o urtare quello che trova.
    Io voglio una soluzione semplice.

    IL TAPPETINO RISCALDANTE?
    Può avere il suo perché.
    Soprattutto quando la cuccia è collocata in un ambiente protetto, come un garage o un locale interno.
    Ma c'è una differenza importante:
    riscaldare il corpo del cane non significa necessariamente riscaldare l'ambiente nel quale il cane vive.
    Il tappetino lavora principalmente per contatto.
    La mia idea di cuccia riscaldata, invece, è diversa.
    Io voglio creare un ambiente confortevole, non semplicemente una superficie calda.

    ECCO PERCHÉ SONO ARRIVATO ALLA SOFIA
    Dopo averne viste tante, la soluzione che personalmente ritengo più interessante per una cuccia è quella di utilizzare un radiatore a parete a 12 VOLT.
    Ed è qui che entra in gioco SOFIA.
    Non una lampada.
    Non un termoventilatore.
    Non un oggetto appoggiato sul pavimento.
    Una piccola stufa a parete, alimentata a 12 VOLT, progettata per portare calore nella cuccia.
    La filosofia è semplice:
    IL CALORE DEVE STARE NELL'AMBIENTE, NON SOTTO IL CANE.

    PERCHÉ 12 VOLT?
    Perché l'alimentazione a bassa tensione permette di portare l'energia dentro la cuccia dopo averla trasformata dall'alimentazione domestica.
    E questo, in un ambiente frequentato da un animale, è un punto che io considero molto importante.
    La Sofia può essere utilizzata con un alimentatore adeguato e, in determinate configurazioni, può essere alimentata anche tramite altre fonti energetiche, come batterie o impianti fotovoltaici opportunamente dimensionati.
    12 VOLT.
    Questa è la parola che voglio vedere quando penso al riscaldamento di una cuccia.

    CALORE SULLA PARETE, NON SULLA PANCIA
    La posizione a parete ha un altro vantaggio.
    Il cane non deve sdraiarsi sopra la fonte di calore.
    La stufa lavora per contribuire a riscaldare l'ambiente interno della cuccia.
    E questo cambia completamente il concetto.
    Non voglio che il cane abbia la pancia calda e la schiena fredda.
    Voglio che possa trovare nella sua cuccia un ambiente confortevole e temperato.

    E I CONSUMI?
    Qui arriva un'altra bella sorpresa.
    Una Sofia da 30 W, per esempio, consuma 30 watt quando è in funzione.
    Sembra poco?
    Facciamo un conto molto semplice.
    30 W × 12 ore = 360 Wh, cioè 0,36 kWh.
    Il consumo effettivo in euro dipenderà dal prezzo dell'energia e dal tempo reale di funzionamento.
    Ma il concetto è quello:
    NON STIAMO PARLANDO DI UNA STUFA DA CENTINAIA O MIGLIAIA DI WATT.
    La gamma Sofia è disponibile in diverse potenze, così da poter scegliere il modello più adatto alle dimensioni della cuccia e alle condizioni di utilizzo.

    LA STUFA NON DEVE "CUOCERE" IL CANE
    Questa è forse la cosa più importante di tutte.
    Non bisogna trasformare la cuccia in una sauna.
    Il cane non ha bisogno di stare a temperature tropicali.
    La finalità del riscaldamento è fornire un contributo termico adeguato, tenendo conto della temperatura esterna, delle dimensioni della cuccia, del cane e delle sue caratteristiche.
    E soprattutto:
    niente esagerazioni.
    Il cane deve poter entrare, stare bene e uscire senza passare da un ambiente eccessivamente caldo al freddo esterno.
    La temperatura va quindi gestita con buon senso e, quando necessario, con un controllo termico adeguato.

    UNA PROVA DA NONNO JIMMY
    Vuoi capire la differenza?
    Fai una prova semplice.
    In una fredda giornata d'inverno, esci in giardino.
    Tieni per qualche minuto la mano nuda all'aria in modo che la tua pelle memorizzi la temperatura esterna.
    Poi infilala nella cuccia riscaldata.
    Non serve il termometro.
    La differenza la senti sulla pelle.
    È quel piccolo tepore che ti fa dire:
    “Ecco. Qui dentro si sta meglio.”
    Ed è esattamente quello che vogliamo per il nostro cane.

    NON COMPRARE LA CUCCIA PIÙ ECONOMICA
    Te lo dico da artigiano.
    Non guardare soltanto il prezzo.
    Guarda come è costruita.
    Guarda il legno.
    Guarda il pavimento.
    Guarda come è sollevata da terra.
    Guarda la ventilazione.
    Guarda dove dormirà il cane.
    Guarda come verrà pulita.
    E soprattutto guarda come verrà riscaldata.
    Perché una stufa economica può costarti poco oggi.
    Una soluzione sbagliata può costarti molto di più domani.

    LA MIA IDEA DI CUCCIA FATTA BENE
    Se dovessi costruire oggi una cuccia per il mio cane, partirei da queste regole:
    LEGNO NATURALE.
    PAVIMENTO ISOLATO E ISPEZIONABILE.
    CUCCIA SOLLEVATA E ASCIUTTA.
    BUONA VENTILAZIONE.
    TENDINA TRASPIRANTE.
    DIMENSIONI CORRETTE.
    POSIZIONE RIPARATA.
    E, quando serve un aiuto contro il freddo:
    RISCALDAMENTO A 12 VOLT.
    E tra le soluzioni che conosco, la mia scelta va alla SOFIA.

    SOFIA: PICCOLA STUFA, GRANDE RESPONSABILITÀ
    Dietro una stufetta per cani non dovrebbe esserci soltanto una resistenza che scalda.
    Dovrebbe esserci un ragionamento.
    SICUREZZA.
    SEMPLICITÀ.
    BASSA TENSIONE.
    CALORE DISTRIBUITO NELL'AMBIENTE.
    CONSUMI CONTENUTI.
    INSTALLAZIONE A PARETE.
    E soprattutto una domanda:
    “Se fosse il mio cane a dormirci dentro tutte le notti, la sceglierei?”
    Io, dopo tanti anni con le mani nella segatura, questa domanda me la faccio sempre.
    Perché alla fine non stiamo costruendo una cuccia per vendere un prodotto.
    Stiamo preparando il posto dove dormirà un animale che ci vuole bene.
    E questo, secondo me, vale più di qualsiasi pubblicità.


    UNA COSA, PERÒ, NON DIMENTICARLA
    La SOFIA non sostituisce una buona cuccia.
    La completa.
    Prima viene una struttura corretta.
    Poi vengono legno, pavimento, posizione, ventilazione e dimensioni.
    E solo dopo si sceglie il sistema di riscaldamento più adatto.
    Perché una buona cuccia non deve essere bollente.
    Deve essere semplicemente un buon rifugio.
    E quando fuori fa freddo, quel piccolo tepore in più può fare una grande differenza nel comfort del nostro amico a quattro zampe.
    Mani sporche di segatura, naso che odora di legno e una regola semplice:
    FAI LA CUCCIA COME SE DOVESSI DORMIRCI TU.
    Il tuo cane non merita di meno.
    La tendina della cuccia: quel piccolo dettaglio che protegge davvero il tuo cane
    Quasi dimenticata, pochi la usano.
    Eppure la tendina all'ingresso della cuccia non è un semplice pezzo di stoffa appeso davanti alla porta.
    Se ami il tuo cane e vuoi che la sua cuccia sia davvero un riparo confortevole, anche la tendina merita la giusta attenzione.
    Prova a immaginare casa tua senza una porta, oppure con la porta sempre spalancata.
    Quando fuori fa freddo, tira vento o piove, quanto sarebbe confortevole?
    Per il cane è più o meno la stessa cosa.
    Vediamo allora perché la tendina è importante, come deve essere fatta, come montarla e quali errori evitare.

    Perché è così importante mettere la tendina davanti all'ingresso della cuccia?
    La tendina della cuccia svolge una funzione molto semplice: crea una prima barriera tra l'ambiente esterno e l'interno della cuccia.
    Aiuta a:
    • limitare l'ingresso dell'aria fredda;
    • trattenere meglio il calore durante le giornate fredde;
    • creare una barriera contro vento e pioggia radente;
    • ridurre l'ingresso di alcuni insetti;
    • rendere l'ambiente interno più riparato e tranquillo.
    Non deve però trasformare la cuccia in un ambiente chiuso.
    Il cane ha bisogno di aria e ventilazione.
    La tendina giusta deve quindi proteggere, ma allo stesso tempo permettere un buon ricambio d'aria.
    Ed è proprio qui che spesso si commette il primo errore.

    Come deve essere la tendina?
    La parola d'ordine è TRASPIRANTE.

    La tendina dovrebbe essere realizzata con un materiale che offra una certa protezione, ma che permetta comunque il passaggio dell'aria.
    Meglio quindi un tessuto resistente e traspirante, possibilmente a maglia abbastanza larga, piuttosto che materiali completamente impermeabili e poco ventilati.
    Un vecchio telo di juta può essere una buona soluzione.
    Può andare bene anche un vecchio tessuto di cotone robusto, purché sia pulito, integro e sufficientemente resistente.
    La tendina non dovrebbe essere troppo pesante.
    Deve poter essere spostata facilmente dal cane quando entra ed esce.
    E c'è un altro piccolo vantaggio.
    Una tendina non completamente opaca permette al cane di intravedere ciò che succede all'esterno, senza trasformare l'ingresso della cuccia in una barriera completamente chiusa.

    Come si monta la tendina nel modo corretto?
    Montare una tendina sulla cuccia sembra una cosa scontata.
    In realtà anche qui c'è un piccolo accorgimento che può fare la differenza.
    La tendina dovrebbe essere posizionata all'interno dell'apertura di ingresso, fissandola nella parte superiore in modalità fuori contatto su un semplice listello.
    Il punto importante è evitare che il tessuto rimanga completamente schiacciato contro l'apertura.
    Una piccola distanza dal contatto permette alla tendina di lavorare meglio come barriera contro gli spifferi, mantenendo allo stesso tempo una certa circolazione dell'aria.
    Un piccolo trucco per l'inverno
    C'è anche un motivo pratico per fissare la tendina all'interno.
    Quando il cane entra nella cuccia, sposta la tendina.
    Una volta passato, il tessuto ricade verso il basso e torna a coprire l'apertura.
    Se invece la tendina viene montata all'esterno, può facilmente rimanere appoggiata sui bordi della cuccia oppure attorcigliarsi dopo il passaggio del cane.
    E basta una piccola apertura diretta perché si crei uno spiffero diretto proprio all'ingresso.

    In quale stagione devo mettere la tendina?
    Fatta eccezione per le giornate estive molto calde e afose, la tendina può essere utile praticamente durante tutto l'anno.
    In autunno e inverno diventa particolarmente importante perché aiuta a proteggere l'ingresso da vento e aria fredda.
    In primavera può continuare a svolgere la sua funzione, soprattutto nelle giornate più piovose o ventose.
    In estate, invece, bisogna valutare attentamente temperatura, ventilazione e posizione della cuccia.
    Una cuccia non deve mai diventare un ambiente troppo caldo.
    Ma attenzione: non mettere subito la tendina sulla cuccia nuova!
    Questo è un piccolo consiglio che considero molto importante.
    Quando porti a casa una cuccia nuova, lascia inizialmente l'ingresso libero.
    Per il cane quella nuova casetta è già qualcosa di sconosciuto.
    Aggiungere subito una tendina potrebbe essere percepito come una barriera e rendere più difficile l'ingresso.
    Meglio lasciare al cane il tempo di conoscere la sua nuova cuccia e di considerarla un luogo sicuro.
    Il piccolo trucco dell'odore
    Vuoi aiutarlo ad ambientarsi?
    Puoi mettere nella cuccia un vecchio indumento che abbia il tuo odore, purché sia sicuro e non abbia parti che il cane possa ingerire.
    Per il cane l'odore familiare può contribuire a rendere quel nuovo ambiente più rassicurante.
    Prima viene la fiducia nella cuccia, poi arriverà la tendina.

    Errori da non fare mai
    Uno dei principali errori è scegliere una tendina pensando solamente a una cosa:
    “Deve proteggere dal freddo, quindi deve essere impermeabile.”
    Non è così.
    striscie pvc  leggermente distanziate per permettere l areazione della cuccia
    Evita, quando possibile, tendine completamente in plastica o PVC, soprattutto se possono ridurre troppo la ventilazione.
    Il rischio è creare un ingresso poco confortevole, caldo e scarsamente ventilato.
    E ricordiamoci una cosa molto semplice:
    la cuccia deve proteggere il cane, non soffocarlo.
    Se utilizzi comunque un materiale plastico, è fondamentale che la soluzione garantisca adeguata ventilazione e libertà di movimento, senza creare parti pericolose che il cane possa mordere, ingerire o impigliarsi.
    applica alcuni tagli verticali di circa 5 mm al passaggio la resistenza sarà minore e nel contempo passerà un pò di ossigeno dalle fessure, ripeto non va bene il taglio netto occorre due tagli che formino  una canale da una listella all'altra

    Il mio cane mangia la tendina!
    E qui arriviamo a un problema che molti proprietari conoscono bene.
    Hai appena montato la tendina e il cane cosa fa?
    La guarda.
    La annusa.
    La morde.
    E magari dopo cinque minuti la sta già facendo a pezzi!
    Prima di tutto, non considerarlo semplicemente un dispetto.
    Un cane può mordere o distruggere un oggetto per gioco, curiosità, eccitazione, noia oppure stress.
    Se il comportamento è insistente, improvviso o accompagnato da altri segnali di disagio, vale la pena osservare attentamente il cane e, se necessario, parlarne con un veterinario o un educatore cinofilo qualificato.
    E se continua a distruggerla?
    In questo caso non bisogna insistere a tutti i costi con una tendina che il cane riesce a strappare e ingerire.
    Meglio scegliere una soluzione più resistente e sicura, verificando regolarmente che non ci siano pezzi che possano staccarsi ed essere ingeriti.
    Ottimo e risolutivo formare una barriera fatta di cordino di nylon uno vicino all'altro e bloccati  nella parte superiore con due assicelle avvitate tra loro effetto sandwich
    La sicurezza viene prima della tendina.
    E soprattutto ricordati:
    mordere e distruggere continuamente la tendina può essere un segnale da non sottovalutare.

    Il consiglio da adottare assolutamente in inverno
    Questo è uno dei miei piccoli accorgimenti preferiti.
    Durante l'inverno l'aria freda può entrare dalla parte bassa dell'apertura della cuccia.
    E il cane, quando riposa, si trova proprio vicino al pavimento.
    Per questo può essere utile creare una piccola barriera nella parte bassa dell'ingresso.
    Puoi fissare, in modo molto stabile e senza lasciare parti taglienti o sporgenti, una assicella di circa 10 cm di altezza nella parte inferiore dell'ingresso.
    L'obiettivo è ridurre l'ingresso diretto dell'aria fredda radente al pavimento.
    Si viene così a creare quello che possiamo chiamare un piccolo “EFFETTO NIDO”:
    la cuccia diventa più protetta nella sua parte bassa, proprio dove il cane riposa.
    Con l'arrivo della primavera, quando le temperature salgono, questa barriera può essere rimossa.
    Un piccolo intervento, semplice da realizzare, che può migliorare il comfort della cuccia durante i mesi freddi.

    In conclusione
    La tendina della cuccia sembra un dettaglio insignificante.
    In realtà è uno di quei piccoli accorgimenti che possono rendere la cuccia più protetta, più confortevole e più riparata.
    Ma deve essere fatta nel modo giusto.
    Materiale traspirante, montaggio corretto, buona ventilazione e massima attenzione alla sicurezza.
    E soprattutto ricordiamoci una cosa:
    la cuccia non è soltanto una casetta.
    È il rifugio del nostro cane.
    E quando costruiamo o sistemiamo quel piccolo spazio, dobbiamo pensare a lui proprio come faremmo con la nostra casa.
    Perché anche una semplice tendina, se scelta e montata bene, può fare la differenza.

    ciao da Nonno Jimmy mani sporche di segatura
    Box parto per cani: la storia del “Grand Hotel” di Nonno Jimmy

    Ciao, sono Nonno Jimmy, mani sporche di segatura.
    Ho imparato a costruire le cucce e i box per cani proprio da voi.
    Ogni cliente, con una domanda, una necessità, una critica o semplicemente facendomi notare questo o quello, mi ha insegnato qualcosa. Piano piano, nel tempo, attraverso le vostre esperienze e anche attraverso i miei errori, mi sono formato.
    E più vedevo uncane stare bene nella sua cuccia o nel suo box, più mi veniva voglia di migliorare.
    Sì, è vero: Il costruire cucce è il mio lavoro,
    ma per me, con il passare degli anni, sono diventati molto di più di un lavoro. è diventata una passione.
    Amo dare benessere ai vostri pelosetti.
    E proprio per questo mi arrabbio troppissimo quando vedo sul web pubblicità ingannevoli di certe grandi aziende che vi vendono a poco il niente: Belle parole, fotografie ritoccate, descrizioni meravigliose… e poi, quando guardo quello che realmente viene proposto al cane, mi chiedo:
    “Ma voi, dentro quella cuccia, ci mettereste il vostro cane?”
    Probabilmente avrete già sentito parlare di qualcuna delle mie “stamberie” innovative per cani.
    E sicuramente, ogni tanto, mi leggerete ancora raccontare come sono nate le idee.
    Oggi voglio parlarvi di una di queste.
    Una struttura già accogliente che negli anni ha continuato a cambiare, migliorare e diventare sempre più completa.
    Vi voglio raccontare la storia del Box Parto per cani.

    Tutto cominciò al Parco Adria di Bari
    Tutto comincia quando la signora M. Comez mi contatta e mi propone di realizzare, presso la sua abitazione, una struttura per i suoi cani molto particolare.
    La richiesta era tutt'altro che semplice.
    C'erano forme, colori, misure e tante esigenze da rispettare.
    Ma, soprattutto, c'era una necessità precisa:
    avere un box attrezzato per il parto, con una stanzetta adiacente dove la proprietaria potesse dormire vicino ai suoi cani durante la notte del parto e nei primi giorni di vita dei cuccioli.
    Non voleva semplicemente una cuccia.
    Non voleva semplicemente un box.
    Voleva poter stare vicino alla sua cagnolina nel momento più delicato.
    E così nacque quello che la signora Comez, simpaticamente, chiamò:
    “Il Box Grand Hotel”
    E devo dire che il nome mi piacque subito.
    Perché, in fondo, l'idea era proprio quella:
    far stare bene il cane, ma anche permettere al suo “padroncino” di stare vicino a lui con tutto ciò che serve.come in albergo
    Da quella prima realizzazione sono aeeivati i vostri consigli sono arrivate altre idee, altre modifiche e altre migliorie.
    Ed è proprio così che, secondo me, dovrebbe nascere un prodotto:
    non da una scrivania, non da un PC, ma dall'esperienza e dagli errori risolti.

    Tre zone, A) B) C)
    tre funzioni diverse
    Il Box Grand Hotel nasce con tre ambienti distinti.
    Zona B — La stanza parto
    Questa è la parte più importante.
    È l'ambiente nel quale la mamma può affrontare il parto e rimanere con i suoi cuccioli nei primi giorni.
    La zona parto è completamente coibentata con un pacchetto isolante di circa 12 cm, con particolare attenzione al pavimento, anch'esso coibentato e completamente asportabile per consentire le periodiche operazioni di pulizia.
    È presente un finestrino a vasistas per il ricambio dell'aria e una porta dotata di tendina/gattaiola magnetica antistrozzo.
    Un'altra porta mette direttamente in comunicazione la stanza parto con la cameretta dell'allevatore che assisterà al parto.
    E qui c'è una cosa alla quale tengo particolarmente:
    all'interno della zona parto ho scelto di lasciare il legno naturale, senza prodotti chimici.
    Perché quando parliamo di una mamma che sta partorendo e di cuccioli appena nati, secondo me bisogna essere particolarmente attenti a ciò che mettiamo intorno a loro.
    Il Riscaldamento
    Anche il sistema di riscaldamento è stato pensato in funzione delle necessità reali.
    Per le prime notti è prevista una lampada a infrarossi da 100 W, utilizzabile quando necessario.
    Per il resto del periodo è presente un radiatore a parete da 12 V e 75 W (Stufella linea Sofia), programmabile tramite timer.
    La stufetta Sofia è stata certificata per la sua sicurezza, ha un bassissimo consumo ( 30/50/75 W), funziona a 12V,
    • Significa che non occupa spazio in cuccia.
    • significa che non alza polvere
    • Significa che la lanuggine del cane non blocca il funzionamento (lavabile)
    • Significa avere costi minimi per il riscaldare (consuma come un spiccola lampadina )
    • Significa un modo corretto,sicuro e sano di dare calore all'ambiente cuccia
    • Significa, un impianto non attaccabile ai morsi , indistruttibile a prova di Pidbull
    • Significa un corretto ambiente caldo  per nostri amici
    • Significa usarla sempre negli anni, difficilmnte si guasta, e nel caso la possiamo riparare noi. ( e trovi senpre i ricambi, Made in Italy )
    E queste, sono differenza importanti da tutto ciò che viene messo sul mercato per il riscaldamento.

    Zona A — Lo sgambatoio
    Accanto alla stanza parto c'è la zona dedicata al movimento.
    Uno sgambatoio realizzato con pannelli in rete elettrosaldata, montati su telaio zincato da 30 mm.
    Il cane può uscire, muoversi, prendere aria e fare attività senza perdere la sicurezza che una struttura dedicata deve garantire.
    Il tetto è realizzato in perlinato da 19 mm con copertura impermeabilizzante e possibilità di scegliere la tinta.
    Anche qui c'è una particolarità.
    Il sottotetto è realizzato con effetto solaio e prevede l'espulsione dell'aria calda attraverso un sistema alimentato da pannello solare.
    Il pavimento è fessurato per facilitare il drenaggio e il lavaggio ed è completamente asportabile per le pulizie stagionali.
    E poi c'è il cancello antievasione, con apertura verso l'interno.
    Perché anche le piccole cose, quando si parla di cani, possono diventare importanti.

    Zona C — La stanza del “padroncino”
    Ed eccoci alla parte che rende questo box particolarmente diverso.
    La Zona C nasce come stanzettta ripostiglio, con scaffalature.
    Ma all'occorrenza può trasformarsi in una piccola cameretta.
    Un ambiente semplice, ma nel quale trovano posto:
    • una brandina;
    • un piccolo tavolo per la colazione;
    • una mensola portaoggetti;
    • un vano dispensa.
    L'illuminazione è autonoma, alimentata da pannello solare e batteria, con un'autonomia di circa 12 ore.
    La stanza non è coibentata ed è dotata di finestrino per l'aerazione.
    Perché non serviva costruire una camera d'albergo di lusso.
    Serviva una cosa molto più semplice:
    permettere alla persona di rimanere accanto ai propri cani quando ne aveva davvero bisogno.

    Ma perché chiamarlo “Grand Hotel”?
    Perché la vera particolarità di questo box non sta in una singola caratteristica.
    Sta nel modo in cui le tre zone lavorano insieme.
    La mamma può avere il suo ambiente protetto.
    I cuccioli possono rimanere nella stanza parto.
    Il cane può avere a disposizione lo sgambatoio.
    E il proprietario può dormire praticamente accanto a loro.
    La coibentazione e gli accorgimenti termici sono stati studiati per ottenere, nella zona parto, condizioni interne sensibilmente migliori rispetto alla temperatura esterna, sia in estate che in inverno.
    Ma c'è un'altra comodità che con il tempo ho imparato ad apprezzare moltissimo.
    Le due zone protette possono essere separate da una porta intermedia.
    E questa cosa, nella vita quotidiana, può diventare molto utile.
    Durante i pasti si può separare una cucciolata numerosa.
    Si può isolare un singolo soggetto quando necessario.
    Si possono effettuare le operazioni di lavaggio e pulizia in modo alternato senza dover necessariamente portare tutti i cani all'esterno.
    Insomma, quello che era nato per risolvere un problema molto preciso — stare vicino alla cagnolina durante il parto — nel tempo è diventato qualcosa di molto più completo.

    È così che nascono le mie “stamberie”
    A volte qualcuno mi chiede perché continuo a modificare, inventare, provare soluzioni nuove.
    La risposta è semplice.
    Perché quando costruisco qualcosa e poi lo vedo utilizzare davvero da un cane, comincio a vedere cose che sul disegno non potevo vedere.
    Una porta che potrebbe essere più comoda.
    Un pavimento che potrebbe essere più facile da pulire.
    Un sistema di aerazione da migliorare.
    Un modo diverso per separare gli ambienti.
    E allora ci rimetto mano.
    Non perché quello che ho fatto prima fosse necessariamente sbagliato.
    Ma perché oggi ne so qualcosa in più di ieri.
    È questo, secondo me, il vantaggio di costruire artigianalmente.
    Non devo produrre mille pezzi tutti uguali.
    Posso ascoltare chi li utilizza.
    E posso continuare a migliorarli.

    I tuoi cani, come fossero al Grand Hotel
    Alla fine, il nome scelto dalla signora Comez, tanti anni fa mi sembra ancora quello giusto.
    Perché il vero lusso, per un cane, non è avere una cuccia bella da fotografare.
    È avere un ambiente dove possa stare bene.
    Protetto.
    Al sicuro.
    Pulito.
    Con spazio per muoversi.
    E soprattutto con il proprio umano vicino quando ne ha bisogno.
    Questo è il senso del Box Grand Hotel.
    Una struttura nata da una richiesta vera, costruita per un cane vero e poi cresciuta insieme alle esperienze di chi l'ha utilizzata.
    E forse è proprio per questo che continuo a considerarla una delle mie “stamberie” più riuscite.
    I vostri cani, come fossero al Grand Hotel.
    Ciao da Nonno Jimmy,
    mani sporche di segatura. 🪵

    Se vuoi conoscere meglio il Box Parto e vedere le possibilità di realizzazione, puoi contattarmi: sarò felice di raccontarti come possiamo adattarlo alle esigenze dei tuoi cani....entra in faleganmeria
    Vuoi un Golden Retriever?
    Prima di chiedere quanto costa, chiediti come è stato allevato
    Stai pensando di prendere un cucciolo di Golden Retriever?
    Allora lascia che ti parli Nonno Jimmy.
    Io non sono un veterinario e non sono un allevatore. Ho una falegnameria e costruisco box per cani e, proprio per questo lavoro, da tanti anni sono entrato in contatto con allevatori e privati che si occupano di cani.
    Ho conosciuto persone che amano veramente i loro animali e fanno questo lavoro con serietà, passione e sacrificio.
    Ma, purtropppo, ho visto anche cose che mi hanno fatto arrabbiare.
    Ho visto cani trattati come strumenti per produrre cuccioli.
    Ed è proprio da qui che voglio partire.
    La prima domanda è sempre la stessa: "Quanto costa?"
    Quando una persona decide di comprare un cucciolo, quasi sempre la prima domanda è:
    "Quanto costa?"
    È normale.
    Stiamo parlando di una spesa importante e tutti abbiamo un budget.
    Ma molto spesso, subito dopo il prezzo, arriva la seconda frase dell'allevatore:
    "Sì, però è figlio di campioni."
    Oppure:
    "La mamma è esente da displasia."
    Attenzione: queste informazioni sono importanti.
    La salute dei genitori, i controlli sanitari, la genealogia, il pedigree e la selezione fatta dall'allevatore hanno il loro valore.
    Ma c'è una domanda che secondo me viene fatta troppo poco:
    "E questo cucciolo, come è stato allevato?"
    Perché noi non stiamo comprando unpedigree.
    Stiamo portando a casa un essere vivente.
    Facciamo due esempi
    Vi racconto due situazioni completamente immaginarie.
    Non sono due allevatori reali: servono soltanto per capire quanto può essere diverso il lavoro che c'è dietro due cucciolate apparentemente uguali.
    Il signor Gino
    Il signor Gino ha una fattrice.
    La fa riprodurre frequentemente e cerca di contenere il più possibile le spese.
    Durante la gravidanza sceglie alimenti economici.
    Nascono otto cuccioli.
    Dopo qualche settimana comincia lo svezzamento.
    Per spendere poco utilizza alimenti di basso costo, magari aggiungendo pane e acqua o altri prodotti semplici.
    I cuccioli hanno fame e mangiano.
    Sono cuccioli: mangerebbero praticamente qualsiasi cosa.
    Vengono tenuti in uno spazio chiuso e vengono accuditi per il minimo indispensabile.
    Arriva il momento della cessione.
    Il signor Gino vende ogni cucciolo a 1.000 euro.
    Otto cuccioli fanno 8.000 euro di incasso lordo.
    Naturalmente da questa cifra devono essere sottratti tutti i costi realmente sostenuti: alimentazione, veterinario, gestione della madre e dei cuccioli, registrazioni, struttura, imposte e molto altro, non potendo comprimere sulle spese da documentazioni il sig. Gino stringe il rubinetto con una alimentazione povera. .
    Il punto non è quindi stabilire quanto guadagni realmente il signor Gino.
    Il punto è un altro:
    quanto lavoro e quante risorse sono state realmente investite nel benessere di quei cuccioli?
    Il signor Ugo
    Il signor Ugo ha anch'egli una fattrice.
    Ma per lui la storia è diversa.
    Durante la gravidanza la madre viene seguita con attenzione e alimentata correttamente.
    Quando nascono i cuccioli, l'ambiente viene mantenuto pulito, confortevole e adatto alle loro esigenze.
    La madre viene controllata.
    I cuccioli vengono seguiti quotidianamente.
    Arriva il momento dello svezzamento e l'alimentazione viene organizzata con attenzione, scegliendo alimenti adeguati alla crescita 4 pasti al giorno  e alle indicazioni professionali. Pollo da alimetazione umana, miele, oso di seppia, macinati, uova fresche, latte di capra di giornata.....accuratamente tritati a poltiglia.
    Un'altra cosa che ci dovrebbe fare riflettere: La fattrice mangia e chiede attenzioni tutti i giorni, se partorisce ogni 6 questa ha un costo e da un aresa, ma se (come dovrebbe essere ) la mmma Golden partorisce ogni tre anni questa per 1000 giorni deve essere nutrita senza "dare resa".
    Gino e Ugo hanno costi notevolmente diversi come diversi saranno i loro cuccioli !!!!!!
    Ma non c'è soltanto da dare da mangiare.
    Bisogna pulire.
    Controllare.
    Osservare.
    Socializzare.
    Cominciare a comunicare con i nuovi arrivati e insegnare ache a loro il comunicare in modo comprensibile all'uomo.
    Far conoscere gradualmente ai cuccioli persone, rumori, ambienti ed esperienze diverse.
    Bisogna seguire la madre prima, durante e dopo la gravidanza.
    Bisogna affrontare le spese veterinarie.
    E bisogna essere disponibili anche quando qualcosa non va secondo programma.
    Il signor Ugo dedica alla cucciolata molto più tempo e sostiene costi decisamente superiori.
    Alla fine vende i suoi cuccioli a un prezzo più alto.
    E qualcuno potrebbe dirgli:
    "Ma perché costano così tanto?"
    Ed è proprio qui che secondo me dobbiamo fermarci un momento.
    Quanto costa un cucciolo non è la domanda completa
    La domanda corretta non è soltanto:
    "Quanto costa?"
    Dovremmo chiedere:
    "Che cosa c'è dentro quel prezzo?"
    Il sig, Gino ti consegna un Cane.
    Il sig. UGO un amore.
    Perché dietro un cucciolo allevato seriamente non ci sono soltanto sessanta giorni di crocchette.
    Ci sono la salute della madre.
    La sua alimentazione.
    I controlli.
    La gestione della gravidanza.
    Le eventuali complicazioni.
    Il veterinario.
    La pulizia degli ambienti.
    L'alimentazione dei cuccioli.
    La socializzazione.
    Il tempo dedicato ogni giorno.
    La struttura.
    Le vaccinazioni e gli adempimenti previsti.
    E soprattutto c'è una cosa che non si vede sulla fattura:
    la responsabilità.
    "È figlio di campioni"
    Qui voglio essere molto chiaro.
    Quando un allevatore ti parla del pedigree, dei campioni presenti nella genealogia o dei controlli sanitari dei genitori, non sta necessariamente raccontandoti una cosa inutile.
    Anzi.
    Sono informazioni che un acquirente serio dovrebbe conoscere e verificare.
    Ma non devono diventare una scorciatoia per evitare di guardare tutto il resto.
    Un pedigree non sostituisce una buona gestione.
    Un campione nella genealogia non sostituisce una corretta alimentazione.
    Un test sanitario dei genitori non racconta da solo come è stata gestita la cucciolata.
    Per questo io, da semplice Nonno Jimmy, quando sento:
    "È figlio di campioni!"
    rispondo:
    "Va bene mi da piacere, ma mica devo comprare la mamma io voglio il cucciolo per portalo dai miei bimbi non per portarlo in esposizione"
    Un cucciolo non è soltanto il suo pedigree
    Un cucciolo nasce con una certa genetica.
    Ma nei primi mesi di vita deve anche crescere.
    E crescere bene significa ricevere cure, alimentazione adeguata, pulizia, movimento, stimoli corretti e attenzione.
    Questo non significa che un cucciolo allevato bene sarà automaticamente esente da ogni problema.
    Purtroppo non funziona così.
    La genetica conta.
    La salute dei genitori conta.
    L'alimentazione conta.
    La gestione conta.
    E anche la fortuna, qualche volta, ha la sua parte.
    Ma proprio per questo bisogna cercare di partire dalle condizioni migliori possibili.
    Il prezzo basso non è sempre un affare
    Qui arriviamo al punto che mi sta più a cuore.
    Un cucciolo venduto a poco prezzo non è necessariamente un cucciolo allevato male.
    E un cucciolo costoso non è automaticamente un cucciolo allevato bene.
    Questa è una cosa che voglio sottolineare.
    Il prezzo da solo non certifica la qualità.
    Però un prezzo molto basso dovrebbe farci venire una domanda:
    "Come è stato possibile arrivare a questo prezzo?"
    Perché se qualcuno sostiene meno spese per alimentazione, struttura, controlli, personale e gestione, evidentemente da qualche parte sta risparmiando.
    E dobbiamo capire dove.

    La mia metafora della gallina
    Vi faccio un esempio molto rustico, da Nonno Jimmy.
    Vi sarà capitato di vedere la differenza tra un animale allevato in condizioni completamente diverse.
    Prendete la fragilità di una gallina allevata in modo intensivo con mangimi chimici e la robustezza e la forza non che bellezza di una cresciuta con libertà di movimento e alimentata con mais e frumento.

    Non voglio fare il veterinario e trasformare questo esempio in una legge scientifica.ma di certo se un cucciolo ha patito , mentre i suoi organi si stavano formando poi da garnde sarà un buon cliente per il veterinario.
    Voglio soltanto farvi capire una cosa molto semplice:
    quello che succede durante i primi giorni di crescita lascia il suo segno.
    E lo stesso principio deve farci riflettere quando parliamo di un cucciolo.
    Non basta sapere chi sono i suoi genitori.
    Dobbiamo sapere anche come è arrivato fino a noi.
    E gli allevatori seri?
    Per fortuna esistono.
    E sono proprio loro che, secondo me, dovremmo imparare a riconoscere e valorizzare.
    Un allevatore serio non vende semplicemente un cucciolo.
    Alleva una madre.
    Segue una gravidanza.
    Cresce una cucciolata.
    Sostiene spese.
    Dedica tempo.
    Affronta imprevisti.
    Fa controlli.
    Cerca di far crescere i cuccioli nelle condizioni migliori.
    E, se lavora professionalmente, deve anche sostenere tutti i normali costi di un'attività: struttura, alimentazione, veterinario, burocrazia, tasse e contributi.
    Quando fate un confronto tra due prezzi, quindi, non confrontate soltanto:
    1000/1.500, euro contro 2.500 euro.
    Chiedetevi:
    "Che cosa sto confrontando davvero?"
    Perché quei 1.000 euro di differenza potrebbero rappresentare una parte del lavoro e delle spese che qualcuno ha sostenuto per far arrivare quel cucciolo fino a voi in ottima forma.
    Prima del prezzo, fate queste domande
    La prossima volta che cercate un Golden Retriever, invece di iniziare con:
    "Quanto costa?"
    provate a iniziare così:
    "Posso vedere dove crescono i cuccioli?"
    "Posso vedere la madre?"
    "Come viene alimentata?"
    "Quali controlli sanitari sono stati effettuati sui genitori?"
    "Come vengono svezzati i cuccioli?"
    "Come vengono socializzati?"
    "Quali documenti mi verranno consegnati?"
    E soprattutto:
    "Lei, prima di vendermi il cucciolo, vuole sapere qualcosa di me e di dove andrà a vivere?"
    Perché un allevatore che vuole soltanto incassare potrebbe essere interessato soltanto ai vostri soldi.
    Un allevatore serio dovrebbe essere interessato anche a chi siete voi.
    E allora, quanto costa?
    Alla fine torniamo sempre alla domanda iniziale.
    "Quanto costa un Golden Retriever?"
    La mia risposta è:
    non esiste un numero magico che stabilisca se un cucciolo è stato allevato bene oppure no.
    Esiste però una cosa che possiamo fare tutti:
    informarci.
    Guardare.
    Fare domande.
    Non fermarci alla fotografia del cucciolo.
    Non farci incantare soltanto dalla parola "campione".
    Non pensare che il prezzo più basso sia automaticamente un affare.
    E nemmeno credere che il prezzo più alto sia automaticamente una garanzia.
    Perché quando compriamo un cucciolo non stiamo comprando soltanto un cane.
    Stiamo scegliendo una parte del suo passato.
    E quel passato, nei primi mesi di vita, può essere molto importante per il suo futuro.
    Una cosa che vorrei lasciarvi
    Io sono Nonno Jimmy.
    Non sono qui per dirvi da chi comprare.
    Sono qui per dirvi di guardare bene prima di comprare.
    Perché se premiamo con i nostri soldi chi alleva con amore e responsabilità, aiutiamo quel modo di fare a continuare.
    Se invece premiamo soltanto chi vende al prezzo più basso, rischiamo di insegnare al mercato che la cosa più importante è produrre tanto spendendo poco.
    E un cucciolo non è un prodotto da fabbrica.
    È un essere vivente che si affida a noi.
    E forse, prima di chiedere:
    "Quanto costa?"
    dovremmo imparare a chiedere:
    "Quanto vale, quanto è stato fatto e speso per lui, nei suoi primi mesi di vita prima che arrivi a casa mia?"

    ciao da nonno Jimmy
    La sicurezza prima del calore: riscaldare la cuccia del cane con criterio
    Quando arriva l'inverno, pensiamo subito a come proteggere il nostro cane dal freddo. Una cuccia ben coibentata è già una grande protezione, ma nelle giornate più rigide può essere utile creare all'interno un piacevole tepore.
    Ed è proprio qui che nasce una domanda importante:
    qual è il modo più equilibrato per riscaldare una cuccia, dove vive e dorme un animale che può muoversi, toccare, mordere o rovesciare ciò che trova intorno a sé?
    Una cuccia non è una stanza di casa.
    È uno spazio piccolo, spesso realizzato in legno o altri materiali combustibili, soggetto a umidità, polvere e condensa. E soprattutto è l'ambiente di un animale che deve poter entrare, uscire, girarsi, sdraiarsi e muoversi liberamente.
    Per questo, quando si sceglie un sistema di riscaldamento, non conta soltanto quanto calore produce.
    Conta come quel calore viene prodotto e dove passa l'alimentazione elettrica.
    La differenza che spesso non si vede
    Sul mercato esistono diverse soluzioni per riscaldare gli animali: lampade radianti, tappetini riscaldanti, piccoli termoconvettori e altri sistemi elettrici.
    Non significa che siano tutti uguali o che un sistema sia necessariamente inadatto in ogni situazione.
    Ma una cosa merita particolare attenzione: una soluzione pensata per un ambiente domestico non è automaticamente la soluzione ideale per una cuccia.
    Una lampada, per esempio, introduce nella cuccia una sorgente di calore molto concentrata e richiede che vengano valutati attentamente posizione, protezioni, distanze e possibilità di contatto con l'animale.
    Lo stesso ragionamento vale per sistemi che lavorano direttamente a 230 V all'interno della cuccia: in un ambiente ristretto, dove sono presenti un cane, umidità e materiali che possono essere urtati o rosicchiati, è ragionevole preferire soluzioni progettate specificamente per questo contesto.
    Anche i tappetini hanno una logica differente.
    Il loro principio è quello di riscaldare una superficie sulla quale il cane può sdraiarsi. Sofia nasce invece con un'altra filosofia: portare il calore nell'ambiente della cuccia attraverso una superficie radiante montata a parete, lasciando libero il pavimento e permettendo al cane di scegliere autonomamente la distanza dalla fonte di calore.
    Sofia: nella cuccia arriva soltanto la bassa tensione
    Questa è una delle caratteristiche più importanti del sistema Sofia.
    La stufetta lavora a 12 Volt.
    Quando l'alimentazione parte dalla normale rete domestica, la conversione avviene attraverso il trasformatore, mentre all'interno della cuccia arriva l'alimentazione a 12 V. Il trasformatore deve naturalmente essere installato in posizione protetta, asciutta e non raggiungibile dal cane.
    È una scelta progettuale semplice, ma significativa.
    Perché nella cuccia non abbiamo soltanto un apparecchio elettrico: abbiamo un animale.
    E un cane può mordere un cavo, può spostare un oggetto, può bagnare accidentalmente una zona, può urtare ciò che trova nel suo spazio.
    Ridurre la tensione presente nella zona abitata dal cane significa quindi adottare un principio di prudenza particolarmente adatto a questo tipo di ambiente.
    Naturalmente 12 V non significa che si possa trascurare l'installazione: il cavo deve essere posizionato in modo da non essere raggiungibile o danneggiabile, mentre alimentatore, collegamenti e presa devono essere adeguatamente protetti. Sono proprio queste attenzioni, insieme alla bassa tensione, a costruire un sistema realmente orientato alla sicurezza.
    Niente fiamma, niente ossigeno consumato
    Sofia non utilizza una fiamma libera e non è una stufa a combustione.
    La sua superficie in alluminio alettato diffonde il calore nell'ambiente senza occupare il centro della cuccia. La struttura è inoltre progettata per resistere a urti, umidità e tentativi di mordere la scocca.
    È un dettaglio che può sembrare secondario.
    In realtà, quando si parla di una cuccia, la robustezza meccanica dell'apparecchio è parte integrante della sicurezza.
    Sofia viene fissata a parete e non deve diventare un elemento con cui il cane gioca o dorme direttamente a contatto.
    Il cane deve poter scegliere.
    Può avvicinarsi alla zona più calda oppure allontanarsi.
    Ed è proprio questo uno dei principi più interessanti del sistema: il calore deve essere disponibile, non imposto.
    Calore distribuito, non un punto rovente
    Un altro aspetto da non sottovalutare è il modo in cui il calore viene distribuito.
    Una piccola superficie molto calda può offrire calore localizzato. Sofia, invece, sfrutta una struttura in alluminio alettato progettata per aumentare notevolmente la superficie radiante rispetto alle sue dimensioni fisiche.
    Il risultato ricercato non è quello di trasformare la cuccia in una sauna.
    Al contrario.
    L'obiettivo è creare un piacevole tepore, mantenendo una differenza termica moderata rispetto all'esterno.
    Le indicazioni del produttore riportano, in condizioni variabili in funzione della cuccia e della sua coibentazione, un incremento indicativo di circa 6–8 °C rispetto alla temperatura esterna.
    Ed è una distinzione fondamentale.
    Riscaldare una cuccia non significa ricreare la temperatura del salotto di casa.
    Significa togliere al cane quella parte di freddo che, soprattutto durante le ore notturne, può diventare più difficile da sopportare.
    E poi c'è un altro elemento: il consumo
    Qui Sofia ha un'altra caratteristica particolarmente interessante.
    I modelli sono disponibili con diverse potenze, indicate nelle vostre pagine a partire da 35 W, con versioni da 50, 60, 75 W e altre configurazioni.
    Questo permette di scegliere la potenza in funzione delle dimensioni della cuccia, della sua coibentazione e delle condizioni climatiche, anziché utilizzare indiscriminatamente un apparecchio sovradimensionato.
    35 Watt sono pochissimi per un sistema destinato a mantenere confortevole una cuccia.
    E anche salendo di potenza, il consumo rimane contenuto.
    Il vostro sito riporta inoltre un costo energetico indicativo nell'ordine di 2–4 euro al mese, naturalmente variabile in funzione dell'utilizzo e delle condizioni di funzionamento.
    È questo uno dei motivi per cui Sofia è nata con tre obiettivi molto chiari:
    sicurezza, bassi consumi e capacità di riscaldare realmente la cuccia.
    Sofia non vuole essere una stufa da casa in miniaturariscaldamento cuccia 12 volt
    Forse è proprio questo il concetto più importante.
    Sofia non nasce per fare caldo come un termoconvettore domestico.
    Non nasce per creare una temperatura elevata in pochi minuti.
    Non nasce per costringere il cane a dormire sopra una superficie riscaldata.
    Nasce per fare una cosa molto più semplice:
    creare nella cuccia una zona di comfort termico, con un calore dolce e continuo, utilizzando pochissima energia e mantenendo nella zona abitata dal cane un'alimentazione a 12 Volt.
    È una filosofia progettuale diversa.
    Ed è una filosofia che parte dal presupposto che la cuccia debba continuare a essere una cuccia, non diventare una piccola stanza riscaldata.
    La sicurezza non è un optional
    Qualunque apparecchio elettrico deve essere utilizzato correttamente.
    Per questo Sofia va montata secondo le istruzioni, con il cavo sistemato in modo che il cane non possa raggiungerlo facilmente e con il trasformatore collocato fuori dalla cuccia, al riparo dall'acqua e dalla portata dell'animale e dei bambini. È inoltre importante non coprire la superficie radiante con panni o oggetti e controllare periodicamente fissaggi e cavi.
    Sono accorgimenti semplici.
    Ma quando si parla del nostro cane, sono proprio le cose semplici che fanno la differenza.
    Una buona soluzione per riscaldare una cuccia non deve soltanto scaldare.
    Deve essere pensata per l'ambiente in cui verrà utilizzata.
    Deve consumare poco.
    Deve lasciare spazio all'animale.
    Deve essere robusta.
    Deve permettere al cane di allontanarsi dal calore.
    E, soprattutto, deve tenere la parte a più bassa tensione possibile proprio dove vive il cane.
    Sofia: il calore che serve, senza trasformare la cuccia in un forno
    Dopo decenni di esperienza nella costruzione di cucce e box per cani, il progetto Sofia è nato proprio cercando un equilibrio tra questi aspetti. Le informazioni del produttore riportano oltre 30 anni di esperienza nello sviluppo del sistema e una progettazione orientata a sicurezza, consumi contenuti e resa termica.
    Perché alla fine il vero obiettivo non è vendere una stufetta.
    È molto più semplice.
    È entrare in giardino in una fredda sera d'inverno, avvicinarsi alla cuccia, infilare una mano dentro e sentire quel piccolo tepore che ci fa pensare: “Sì, qui il mio cane sta bene.”
    Sofia 12 V.
    Poco consumo, calore diffuso e una progettazione pensata partendo da una domanda precisa:
    come riscaldare la cuccia mettendo al primo posto il benessere e la sicurezza del cane?

    Questo, secondo me, ha una buona base SEO e commerciale senza sembrare una pagina pubblicitaria aggressiva. E soprattutto il confronto con lampade, tappetini e apparecchi a 230 V rimane “velato”, come mi hai chiesto: il lettore arriva da solo alla conclusione.
    Per i dati tecnici ho mantenuto ciò che risulta dalle vostre pagine attuali: 12 V nella cuccia, modelli da 35 W in su, installazione a parete, alluminio alettato, incremento indicativo di 6–8 °C e indicazione dei consumi.
    Pagina ufficiale Sofia – Falegnameria Serena
    Shop EHS – Stufette per cucce
    Prima cucciolata di cani: la guida completa a obblighi, documenti, veterinario e costi
    Dalla gravidanza alla consegna dei cuccioli: tutto quello che bisogna sapere prima di far nascere una cucciolata
    Avere una cucciolata di cuccioli in casa è un'esperienza meravigliosa, ma non deve essere affrontata pensando soltanto alla gravidanza, al parto e alla futura ricerca delle famiglie.
    Prima di programmare una cucciolata bisogna infatti considerare diversi aspetti: salute della fattrice, controlli veterinari, identificazione dei cuccioli, anagrafe canina, vaccinazioni, trattamenti antiparassitari, documentazione per la cessione, eventuale iscrizione ENCI, responsabilità dell'allevatore e, in determinati casi, anche gli adempimenti amministrativi e fiscali.
    Questa guida vuole essere un punto di partenza per chi affronta per la prima volta una cucciolata, distinguendo ciò che è obbligatorio per legge da ciò che è fortemente consigliato per il benessere della madre e dei cuccioli.
    Importante: le procedure amministrative possono variare in base alla Regione, al Comune, al numero di fattrici, al numero di cuccioli prodotti e al fatto che l'attività sia amatoriale oppure svolta a fini di lucro. Prima di iniziare è quindi opportuno verificare la situazione con il Servizio Veterinario AUSL, il Comune e, per gli aspetti fiscali, con il proprio commercialista.

    1. Prima ancora della monta: la prima visita veterinaria
    La prima spesa da mettere in preventivo non dovrebbe essere il microchip dei cuccioli.
    Dovrebbe essere la salute della futura mamma.
    Prima dell'accoppiamento è opportuno programmare con il veterinario una visita riproduttiva, valutando:
    • condizioni generali della fattrice;
    • età;
    • peso e stato nutrizionale;
    • precedenti gravidanze e parti;
    • eventuali patologie;
    • vaccinazioni;
    • profilassi antiparassitaria;
    • eventuali esami specifici richiesti dalla razza;
    • compatibilità sanitaria dei riproduttori.
    Per alcune razze è inoltre opportuno effettuare gli esami relativi alle patologie ereditarie conosciute.
    La riproduzione responsabile non dovrebbe quindi iniziare con la ricerca del maschio, ma con una domanda molto più importante:
    la mia femmina è realmente nelle condizioni migliori per affrontare una gravidanza e un parto?

    2. La gravidanza: il veterinario diventa un compagno di viaggio
    Durante la gravidanza il veterinario stabilirà, in funzione della situazione della cagna, quali controlli siano opportuni.
    Non esiste un unico calendario valido per tutte le femmine.
    Il monitoraggio può comprendere visita clinica, ecografia e, quando indicato, ulteriori controlli.
    Negli ultimi giorni della gravidanza è particolarmente importante conoscere:
    • data della monta;
    • presumibile periodo del parto;
    • numero indicativo dei cuccioli;
    • andamento del peso della madre;
    • temperatura e condizioni generali;
    • eventuali segnali che richiedano un intervento veterinario.
    È consigliabile avere già prima del parto il recapito del veterinario e quello di una struttura veterinaria reperibile per le emergenze.
    Un parto normale può procedere senza problemi, ma chi decide di far nascere una cucciolata deve essere preparato anche all'eventualità che qualcosa non vada secondo programma.

    3. Preparare l'ambiente per il parto
    La zona destinata alla fattrice deve essere:
    • pulita;
    • asciutta;
    • facilmente lavabile;
    • protetta dalle correnti d'aria;
    • sufficientemente tranquilla;
    • sicura per la madre e per i neonati;
    • facilmente controllabile.
    Nei primi giorni i cuccioli non sono in grado di regolare autonomamente la temperatura corporea come un cane adulto.
    Per questo il controllo della temperatura dell'ambiente deve essere particolarmente accurato.
    Il calore non deve però essere gestito in modo improvvisato.
    Lampade, stufe, tappetini e altri sistemi devono essere scelti considerando anche il rischio di contatto, surriscaldamento, cavi accessibili, umidità e possibilità che la madre sposti o danneggi qualcosa.
    La parola d'ordine è:
    calore controllato, non calore eccessivo.

    4. Il parto: cosa registrare
    Quando nascono i cuccioli è utile registrare immediatamente:
    • data e ora di nascita;
    • sesso;
    • peso alla nascita;
    • caratteristiche identificative;
    • eventuali anomalie;
    • andamento della poppata;
    • eventuali interventi veterinari.
    Un semplice registro della cucciolata può diventare preziosissimo.
    Permette infatti di seguire quotidianamente l'andamento dei singoli cuccioli e di individuare più rapidamente eventuali problemi.

    5. Microchip: quando deve essere identificato il cucciolo?
    Questo è uno degli adempimenti più importanti.
    Il Ministero della Salute indica che il proprietario o detentore deve provvedere all'identificazione tramite microchip e alla registrazione entro il secondo mese di vita. Il microchip viene applicato esclusivamente da un medico veterinario.
    In Emilia-Romagna il sistema è collegato all'anagrafe regionale degli animali d'affezione.
    Il microchip non è quindi un semplice "numero".
    È l'identificativo ufficiale del cane.

    6. Anagrafe canina: non basta mettere il microchip
    Microchip e anagrafe sono due aspetti collegati.
    Il cane deve essere identificato e registrato.
    Per esempio, il Comune di Reggio Emilia indica l'obbligo di iscrizione all'anagrafe canina entro 30 giorni dalla nascita o da quando si entra in possesso dell'animale. Il Comune specifica inoltre che l'applicazione del microchip può essere effettuata da veterinari accreditati o dall'AUSL.
    Questa è una delle ragioni per cui è importante non aspettare l'ultimo momento.
    Per una cucciolata conviene concordare con il veterinario in anticipo:
    data della microchippatura + registrazione dei singoli cuccioli.

    7. Quanto costa il microchip?
    Il costo non è identico in tutta Italia perché può cambiare in base al Comune, all'AUSL e soprattutto al veterinario che effettua materialmente l'applicazione.
    A titolo di esempio, il Comune di Reggio Emilia indica attualmente un costo di 5 euro per il microchip comunale, mentre l'eventuale prestazione veterinaria segue le modalità applicate dal professionista.
    Quindi, quando si costruisce il budget di una cucciolata, è meglio non considerare soltanto il prezzo del microchip.
    Bisogna chiedere al veterinario:
    "Quanto mi costa complessivamente identificare e registrare ogni cucciolo?"

    8. La cessione prima dei due mesi: attenzione
    Questo è un punto che chi prepara la prima cucciolata deve conoscere molto bene.
    In Emilia-Romagna è vietata la vendita o cessione, a qualsiasi titolo, di cani e gatti non identificati e registrati all'anagrafe regionale oppure di età inferiore ai due mesi, salvo specifiche situazioni sanitarie documentate che richiedano l'allontanamento dalla madre.
    Quindi:
    un cucciolo non dovrebbe essere consegnato alla nuova famiglia a 45, 50 o 55 giorni soltanto perché è già svezzato.
    La soglia ordinaria è di 60 giorni.
    E questo vale anche quando il nuovo proprietario è una persona conosciuta, un amico o un parente.

    9. Sverminazione: non è un semplice "facciamo una compressa"
    La sverminazione dei cuccioli deve essere programmata con il veterinario.
    Il trattamento dipende da:
    • età;
    • peso;
    • condizioni dei cuccioli;
    • ambiente;
    • presenza di parassiti;
    • situazione della madre;
    • eventuali esami delle feci;
    • prodotto utilizzato.
    È quindi sbagliato trasformare la sverminazione in una ricetta universale del tipo:
    "a 20 giorni dai questo prodotto, a 40 giorni quest'altro".
    Il principio attivo, la dose e il momento del trattamento devono essere stabiliti in funzione dell'animale e delle indicazioni veterinarie.
    Per una guida destinata al grande pubblico, la cosa migliore è spiegare il principio e invitare il proprietario a farsi preparare dal veterinario un calendario scritto.

    10. Vaccinazioni
    Anche per le vaccinazioni non esiste un unico calendario identico per tutti i cuccioli.
    Il veterinario stabilirà il programma in base a:
    • età;
    • condizioni di salute;
    • ambiente;
    • rischio epidemiologico;
    • provenienza;
    • destinazione del cucciolo;
    • vaccini disponibili e autorizzati.
    La prima vaccinazione viene normalmente inserita nel percorso sanitario del cucciolo prima della cessione, secondo il programma stabilito dal veterinario.
    È importante consegnare alla famiglia il libretto sanitario aggiornato, con le vaccinazioni e i trattamenti effettuati.

    11. Il libretto sanitario
    Ogni cucciolo dovrebbe arrivare nella nuova famiglia con una documentazione sanitaria ordinata.
    Nel libretto dovrebbero essere riportati, secondo quanto effettuato:
    • identificazione del cane;
    • microchip;
    • vaccinazioni;
    • trattamenti antiparassitari;
    • eventuali visite;
    • eventuali terapie;
    • dati del veterinario.
    Un libretto compilato bene comunica immediatamente una cosa:
    quel cucciolo è stato seguito e non semplicemente "venduto".

    12. E l'ENCI? È obbligatorio?
    No.
    L'anagrafe canina e l'ENCI sono due cose differenti.
    L'anagrafe canina identifica ufficialmente il cane.
    L'ENCI gestisce invece il Libro genealogico dei cani di razza riconosciuti secondo le proprie procedure.
    Se si desidera iscrivere una cucciolata al Libro genealogico ENCI, entrano in gioco procedure e scadenze specifiche.
    Le Norme tecniche ENCI prevedono, per esempio:
    • denuncia di monta e nascita entro 25 giorni dalla nascita;
    • identificazione dei cuccioli entro 60 giorni;
    • divieto di cessione prima dei 60 giorni;
    • denuncia della cucciolata entro 90 giorni dalla nascita.
    Queste scadenze sono particolarmente importanti per chi vuole produrre cuccioli con pedigree ENCI.

    13. Quanto costa registrare una cucciolata ENCI nel 2026?
    Dal 1° giugno 2026 sono entrate in vigore le nuove tariffe ENCI.
    Attualmente:
    Modello A – denuncia di monta e nascita
    20 €
    In caso di ritardo:
    • da 1 a 10 giorni: 30 €
    • dall'11° giorno: 35 €
    Modello B – denuncia di cucciolata
    Per ogni cucciolo:
    25 €
    se iscritto a nome dell'allevatore.
    Oppure:
    25 € per cucciolo
    se iscritto direttamente a nome del nuovo proprietario.
    Sono previste maggiorazioni per le pratiche presentate in ritardo.
    A queste somme possono aggiungersi i diritti di segreteria della Delegazione ENCI:
    10 € per pratica, oppure 8,50 € per le pratiche inserite direttamente online dai Soci Allevatori.

    14. Un esempio pratico: cucciolata di 6 cuccioli
    Supponiamo di avere 6 cuccioli e di volerli iscrivere al Libro genealogico ENCI.
    A titolo puramente esemplificativo:
    Modello A: 20 €
    Modello B: 6 × 25 € = 150 €
    Totale tariffe ENCI:
    170 €
    A seconda della modalità di presentazione possono aggiungersi i diritti di segreteria.
    Questo è soltanto il costo ENCI.
    Non comprende:
    • visite veterinarie;
    • microchip;
    • vaccinazioni;
    • sverminazioni;
    • eventuali esami;
    • eventuali test genetici;
    • alimentazione;
    • gestione della cucciolata;
    • eventuali emergenze;
    • eventuale assistenza al parto;
    • eventuale cesareo;
    • registrazioni o pratiche amministrative ulteriori.

    15. Pedigree: attenzione a non confonderlo con il microchip
    Il pedigree non è il documento dell'anagrafe canina.
    Sono due cose differenti.
    Il microchip identifica il cane.
    L'anagrafe collega quel codice al proprietario.
    Il pedigree documenta invece la genealogia del cane all'interno del Libro genealogico.
    Per questo un cane può essere perfettamente microchippato e registrato all'anagrafe senza avere un pedigree ENCI.

    16. La cessione del cucciolo: cosa deve accompagnarlo?
    Quando arriva il momento di affidare il cucciolo alla nuova famiglia, bisogna pensare alla documentazione.
    È opportuno predisporre:
    • documento di cessione/passaggio di proprietà;
    • dati del cedente;
    • dati del nuovo proprietario;
    • numero di microchip;
    • libretto sanitario;
    • documentazione relativa alle vaccinazioni;
    • trattamenti antiparassitari effettuati;
    • eventuale pedigree/documentazione ENCI;
    • indicazioni sull'alimentazione;
    • indicazioni sulla gestione del cucciolo;
    • eventuale documento informativo sulle esigenze dell'animale.
    In Emilia-Romagna il passaggio di proprietà deve essere registrato nell'anagrafe regionale.
    La documentazione regionale indica il termine di 15 giorni dall'evento per la registrazione del passaggio.
    Il Comune di Reggio Emilia conferma inoltre l'obbligo di comunicazione della cessione entro 15 giorni.

    17. Il documento informativo per chi acquista
    Quando la cessione avviene nell'ambito di un'attività di vendita, la normativa regionale prevede anche la consegna all'acquirente di un documento informativo relativo ai bisogni etologici dell'animale.
    Non dovrebbe essere considerato un pezzo di carta da consegnare all'ultimo momento.
    Una buona pratica è preparare una vera scheda del cucciolo, contenente:
    • alimentazione;
    • orari dei pasti;
    • gestione del sonno;
    • attività fisica;
    • socializzazione;
    • vaccinazioni;
    • antiparassitari;
    • informazioni sulla razza;
    • contatti del veterinario;
    • indicazioni per i primi giorni nella nuova casa.

    18. Quanti cuccioli si possono produrre senza diventare "allevamento"?
    Qui bisogna fare molta attenzione perché spesso circolano informazioni sbagliate.
    In Emilia-Romagna la legge regionale considera "allevamento di cani e gatti" la detenzione di 3 o più fattrici oppure 10 o più cuccioli l'anno.
    Ma questo non significa semplicemente:
    "Sotto 10 cuccioli posso fare quello che voglio."
    Non è così.
    La normativa distingue infatti tra attività a fini di lucro e attività amatoriali/non lucrative.
    Se l'attività è amatoriale e non a fini di lucro, la legge regionale prevede comunque una dichiarazione presso i Servizi Veterinari dell'AUSL competente quando si rientra nella definizione regionale di allevamento.
    Se invece l'attività è economica, entrano in gioco ulteriori obblighi.

    19. Quando entra in gioco il Comune/SUAP?
    Per un'attività economica di allevamento la normativa regionale prevede la presentazione della SCIA al SUAP competente per il territorio.
    La pratica riguarda la struttura e l'attività e prevede, tra gli altri aspetti, informazioni sulla tipologia dell'attività, sulle specie ospitate, sulle strutture e sulla persona responsabile dell'assistenza agli animali.
    Inoltre, per le attività economiche di questo tipo sono previsti requisiti strutturali e sanitari e il coinvolgimento del Servizio Veterinario AUSL.
    Quindi:
    una cucciolata occasionale non va automaticamente trattata come un allevamento commerciale, ma una produzione organizzata e ripetuta non dovrebbe essere gestita come se fosse sempre una semplice cucciolata familiare.

    20. Registro di carico e scarico
    Per le attività economiche riguardanti cani, gatti e furetti, la normativa regionale prevede anche un registro di carico e scarico, nel quale devono risultare la provenienza e la destinazione degli animali.
    Questo è uno degli aspetti che spesso viene completamente dimenticato da chi comincia.

    21. E la partita IVA?
    Qui bisogna fare molta attenzione.
    Non esiste una regola seria del tipo:
    "Se vendo meno di X cuccioli non devo avere la partita IVA."
    L'Agenzia delle Entrate distingue le attività occasionali dalle attività esercitate abitualmente, mentre l'ENCI stesso, nel proprio approfondimento fiscale, sottolinea che l'occasionalità deve essere valutata concretamente e non semplicemente in base al numero dei cuccioli.
    In altre parole:
    occasionalità e numero di cuccioli non sono la stessa cosa.
    Se l'attività è organizzata, ripetuta, programmata e svolta con finalità economiche, è fondamentale parlare con un commercialista prima di iniziare.
    Questo punto non va improvvisato.

    22. Quanto può costare realmente una cucciolata?
    Ed eccoci alla domanda che tutti fanno.
    La risposta più onesta è:
    molto più di quanto si pensi.
    Per una cucciolata bisogna considerare almeno queste voci:
    VoceCostoVisita pre-riproduttivavariabileEsami sanitari dei genitorivariabileEcografie/controlli gravidanzavariabileAssistenza al partovariabileEventuale emergenza/cesareovariabile, anche elevatoAlimentazione madrevariabileAlimentazione cucciolivariabileAntiparassitarivariabileVaccinazionivariabileMicrochipvariabileRegistrazione anagrafevariabile secondo Comune/proceduraLibretto sanitariovariabileENCI Modello A20 €ENCI Modello B25 € per cuccioloDiritti segreteria ENCI10 € o 8,50 € online per praticaEventuali test geneticivariabileEventuali test sulle patologie ereditarievariabileMateriale per parto e svezzamentovariabilePulizia e disinfezionevariabileEventuali emergenze veterinarievariabile
    Le tariffe ENCI riportate nella tabella sono quelle in vigore dal 1° giugno 2026.

    23. La voce da non dimenticare mai: l'emergenza
    Se c'è una voce che dovrebbe essere sempre presente nel budget, è questa.
    Fondo emergenze veterinarie.
    Un parto può procedere perfettamente oppure richiedere un intervento urgente.
    Un cucciolo può nascere debole.
    La madre può avere problemi.
    Può essere necessario un ricovero.
    Per questo chi programma una cucciolata dovrebbe chiedersi non soltanto:
    "Quanto mi costa far nascere i cuccioli?"
    ma soprattutto:
    "Quanto posso permettermi di spendere se qualcosa va storto?"
    È una domanda molto più importante.

    24. Una vera checklist temporale
    PRIMA DELLA MONTA
    • Visita veterinaria della fattrice
    • Valutazione dell'idoneità alla riproduzione
    • Controlli genetici/sanitari indicati per la razza
    • Controllo vaccinazioni
    • Piano antiparassitario
    • Scelta dello stallone
    • Verifica documentazione dei riproduttori
    • Valutazione economica della cucciolata
    • Verifica eventuali obblighi amministrativi
    DURANTE LA GRAVIDANZA
    • Controllo veterinario
    • Ecografia quando indicata
    • Alimentazione adeguata
    • Preparazione dell'area parto
    • Preparazione del materiale necessario
    • Contatto veterinario per eventuali emergenze
    • Programmazione della gestione dei neonati
    ALLA NASCITA
    • Registrare data e ora di nascita
    • Pesare i cuccioli
    • Identificare i singoli cuccioli
    • Controllare la mamma
    • Controllare la corretta alimentazione dei neonati
    • Tenere un registro giornaliero dei pesi
    PRIME SETTIMANE
    • Controllo veterinario
    • Piano antiparassitario
    • Controllo crescita
    • Eventuali esami
    • Socializzazione graduale
    • Preparazione documentazione
    ENTRO I TERMINI PREVISTI
    • Microchip
    • Registrazione all'anagrafe
    • Eventuale Modello A ENCI
    • Eventuale Modello B ENCI
    • Vaccinazioni secondo programma veterinario
    • Libretto sanitario aggiornato
    PRIMA DELLA CONSEGNA
    • Il cucciolo ha almeno 60 giorni
    • Microchip presente
    • Registrazione anagrafica completata
    • Libretto sanitario aggiornato
    • Documento di cessione
    • Dati del nuovo proprietario
    • Eventuale pedigree/documentazione ENCI
    • Informazioni scritte per la nuova famiglia
    • Indicazioni sull'alimentazione
    • Indicazioni sui trattamenti effettuati
    • Registrazione del passaggio di proprietà entro il termine previsto

    25. Il vero costo di una cucciolata non è soltanto economico
    Una cucciolata non è semplicemente:
    accoppiamento → parto → vendita.
    È un percorso che comprende:
    selezione → salute → gravidanza → parto → assistenza neonatale → identificazione → anagrafe → profilassi sanitaria → socializzazione → documentazione → scelta della famiglia.
    E soprattutto comporta una responsabilità che non termina quando il cucciolo esce dalla porta.
    Un allevatore serio, anche quando produce una sola cucciolata, dovrebbe cercare di consegnare alla famiglia non soltanto un cane, ma un cucciolo sano, identificato, documentato e preparato al meglio possibile alla nuova vita.

    26. La regola più semplice per chi comincia
    Se questa è la vostra prima cucciolata, il consiglio più importante è forse questo:
    non aspettate che nascano i cuccioli per cominciare a informarvi.
    Prima della monta dovrebbero già essere chiari:
    1. veterinario di riferimento;
    2. struttura per eventuali emergenze;
    3. situazione anagrafica della fattrice;
    4. eventuali pratiche ENCI;
    5. requisiti amministrativi applicabili;
    6. piano sanitario;
    7. budget;
    8. sistema di identificazione;
    9. documentazione da consegnare;
    10. criteri con cui scegliere le future famiglie.
    La burocrazia può sembrare pesante.
    Ma, in realtà, gran parte di queste procedure ha uno scopo preciso:
    sapere da dove viene un cane, chi lo possiede, come è stato identificato e quali cure ha ricevuto.
    E questo, alla fine, tutela il cane, la madre, l'allevatore e la famiglia che lo accoglierà.

    Riferimenti utili
    Per verificare gli obblighi prima di una cucciolata è sempre consigliabile fare riferimento alle fonti istituzionali aggiornate:
    • Ministero della Salute – identificazione e microchip;
    • Regione Emilia-Romagna – normativa sugli animali d'affezione;
    • Comune di residenza – anagrafe canina;
    • Servizio Veterinario AUSL competente;
    • ENCI – Libro genealogico e tariffe;
    • commercialista – eventuali obblighi fiscali.
    Le procedure comunali possono infatti cambiare da un Comune all'altro, mentre gli aspetti fiscali dipendono dalle concrete modalità con cui viene svolta l'attività.
    Una cucciolata fatta bene comincia molto prima del parto.
     
    🔧 La nascita di Sofia – Una stufa per chi ama davvero il proprio cane
    Avevo circa 50 anni. Costruivo cucce in legno, fatte come si deve: materiali scelti, accorgimenti per l'umidità, isolamento. Ma d’inverno, ogni volta che aprivo la porta di una cuccia, sentivo quella stessa temperatura esterna anche all’interno.
    Una cuccia ben fatta, ma gelida.
    Sentivo che non bastava. Che mancava qualcosa.
    Mi dicevano: “Ma è un cane, ha il pelo, si arrangia.”
    Ma io non riuscivo a ridere come loro. E non accettavo che il comfort si fermasse alla soglia.
    Ho provato con i tappetini riscaldanti: troppo deboli, troppo fragili, e pericolosi. Ustioni lievi, parti masticate, fili esposti.
    neppure do preso in esame lampade o altre diavolerie a 220    
    🔧 La nascita di Sofia – Una stufa per chi ama davvero il proprio cane
    Avevo circa 50 anni. Costruivo cucce in legno, fatte come si deve: materiali scelti, accorgimenti per l'umidità, isolamento. Ma d’inverno, ogni volta che aprivo la porta di una cuccia, sentivo quella stessa temperatura esterna anche all’interno.
    Una cuccia ben fatta, ma gelida.
    Sentivo che non bastava. Che mancava qualcosa.
    Mi dicevano: “Ma è un cane, ha il pelo, si arrangia.”
    Ma io non riuscivo a ridere come loro. E non accettavo che il comfort si fermasse alla soglia.
    Ho provato con i tappetini riscaldanti: troppo deboli, troppo fragili, e pericolosi. Ustioni lievi, parti masticate, fili esposti.
    Non era quella la strada.
    Neppure ho preso in esame lampade o altre stramberie a 220 V.
    Così ho chiamato un vecchio amico, uno di quelli che “masticano elettronica” da tutta la vita.
    Insieme, abbiamo progettato la prima stufetta per cuccia.
    Rozza, ma efficace. Così efficace che non l’abbiamo più lasciata.
    Dapprima grezza ma assolutamente funzionale,  poi nel tempo abbiamo cercato di migliorare la resa e l'aspetto così
    è nata Sofia.
    E col tempo, l’abbiamo resa sicura, testata, certificata. L’abbiamo migliorata, confezionata con cura e messa a disposizione di chi ama davvero il proprio cane..
    Non era quella la strada.
    Così ho chiamato un vecchio amico, uno di quelli che “masticano elettronica”
    È nata Sofia.
    E col tempo, l’abbiamo resa sicura, testata, certificata. L’abbiamo migliorata, confezionata con cura e messa a disposizione di chi ama davvero il proprio cane.
    • Indistuttibile
    • bassissimi consumi
    • resiste all'umidita
    • resiste ai morsi.
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    Tappetini termici per la cuccia: una soluzione che non è sempre sinonimo di sicurezza
    Quando arriva il freddo, un tappetino termico può sembrare una soluzione pratica per rendere più calda la cuccia del cane. Nella nostra esperienza, però, è importante prestare particolare attenzione ai tappetini economici e ai prodotti di qualità incerta.
    Il primo aspetto da considerare è la distribuzione del calore. Il cane riceve il calore soprattutto nelle zone che rimangono a diretto contatto con il tappetino, mentre le parti del corpo non appoggiate sulla superficie restano maggiormente esposte all'ambiente. Si può quindi creare un riscaldamento localizzato della pancia, senza ottenere necessariamente un comfort termico uniforme. Una cuccia ben isolata, invece, contribuisce a mantenere più equilibrato il microclima dell'intero spazio.
    Un altro elemento da non sottovalutare è il rischio di surriscaldamento e ustioni cutanee. Un calore eccessivo o un contatto prolungato con una superficie riscaldata possono provocare arrossamenti e, nei casi più gravi, lesioni della pelle. Il problema diventa ancora più delicato quando il cane è molto giovane, anziano, debilitato o presenta una ridotta capacità di percepire il calore e di allontanarsi autonomamente dalla fonte.
    Il cane dovrebbe sempre poter allontanarsi dalla superficie riscaldata. Per questo, qualora si utilizzi un dispositivo termico, è importante che nella cuccia rimanga una zona libera e non riscaldata, dove l'animale possa spostarsi quando ne avverte la necessità.
    Il problema della sicurezza elettrica
    Particolare attenzione deve essere riservata ai modelli alimentati direttamente a 220 V. Un cane può mordere, graffiare o danneggiare il cavo, trasformando un normale dispositivo di riscaldamento in una possibile fonte di rischio elettrico.
    Il pericolo non riguarda soltanto la possibilità di folgorazione: un cavo danneggiato può compromettere il funzionamento del dispositivo e, in determinate condizioni, creare ulteriori problemi di sicurezza. Anche l'eventuale distacco e ingestione di frammenti di plastica o componenti rappresenta un rischio che non dovrebbe essere ignorato.
    Per questo motivo sconsigliamo in particolare i prodotti economici, fragili, privi di adeguate protezioni o di provenienza poco chiara. Un prezzo molto basso non dovrebbe essere il criterio principale nella scelta di un dispositivo destinato a rimanere nella cuccia di un animale.
    Attenzione a cavi, usura e comportamento del cane
    La presenza di un cavo anti-morso adeguatamente protetto è un elemento importante, ma non rende automaticamente sicuro qualsiasi prodotto. Prima dell'utilizzo è necessario verificare periodicamente le condizioni del cavo, della superficie e dell'intero dispositivo.
    Se il cane tende a rosicchiare, scavare o mordere il tappetino, il dispositivo dovrebbe essere immediatamente rimosso. Lo stesso vale quando compaiono segni di usura, abrasione, deformazione o danneggiamento.
    Meglio una buona cuccia che un prodotto economico
    Per garantire al cane un ambiente confortevole durante l'inverno, la prima soluzione dovrebbe essere una cuccia asciutta, ben isolata, protetta dalle correnti d'aria e adeguatamente dimensionata.
    Il tappetino termico non dovrebbe essere considerato una soluzione universale e, soprattutto, non dovrebbe essere acquistato semplicemente perché è economico.
    Calore non significa necessariamente sicurezza. Una superficie molto calda, un cavo facilmente raggiungibile o un dispositivo di costruzione poco affidabile possono introdurre rischi di ustioni, surriscaldamento e incidenti elettrici che è preferibile evitare.
    La nostra raccomandazione è quindi chiara: sconsigliamo i tappetini termici economici e di qualità incerta per la cuccia del cane. Se si decide comunque di utilizzare un sistema di riscaldamento, è fondamentale orientarsi verso un prodotto progettato specificamente per gli animali, con adeguati sistemi di sicurezza, protezione del cavo, controllo della temperatura e materiali resistenti, lasciando sempre al cane la possibilità di allontanarsi dalla fonte di calore.
    Riscaldamento a 12 Volt: meglio sarebbe anzi consigliato prendere in esame le soluzioni in commercio che riscaldano in modo uniforme a 12Volt.
    Sistemi di riscaldamento a parete: sono ottimi perchè scaldano in modo uniforme l'ambiente,.
    Evitare sistemi con ventole integrate queste a breve si ricoprono di lanuggine dapprima diventano rumorose poi si bloccano con rischio di surriscaldamento.
    Ottimi risultati si ottengono con radiatori alettati a 12V. vedi EHS - Electric Heating Systems: Riscaldamento per cani
    Genealogia del cucciolo

    Stai acquistando un cucciolo di cane , per quanto ho potuto comprendere nella mia breve esperienza nella cessione di cuccioli di Golden Retiever, a contato con i potenzuiali clienti , voglio dare a quanti mi hanno avanzato pareri e legittime esigenze contarttuali, più o meno pittoresche
    la mia rozza ma realistica definizione  degli attributi di un cucciolo
    Definizioni,
    Genealogia :è una  raccolta dati e storia dei genitori, che però non sono i dati del cucciolo che stai per acquistare, è una fonte statistica ceratmente importante ma non è detto chei cucciolo sia un clone del padre. (per fortna )
    Pedigree: il pedigree non un titolo araldico da appendere alla parete del salotrto come vanto in bella vista , il pedegegree è qul documento che ti garantisce di aver acquistato un cane con cataratteristiche di comportamento e dimensioni uniche di quella razza.
    il Manto. il manto del cane nonè un abito da sera, è una componente variabile casuale mutabile di tonalità, che non pregiudica la clonvivenza i gioche el l'amore tarvoi e il vostro nuovo Cane.
    La postura, ogni soggetto ha il suo modo di camminare, elegante, simpatico, ipacciato.... queta caratteristicà sarà unica nel tuo cagnolino e riconoscibile tar tanti.
    Forse la postura del tuo cane non cosrrisponderà allo standar di razza ma, ma il tuo cagnolino è unico anche per questo
    Dispalsia: Augurandoci che nessun cane ne siamai soggetto , questa forma di alterazione della struttura ossea, colpisce senza preavviso lentamente si impossessa dell'autonomia del cane, nessuno ne è immune neppure i figli dei capioni i qualoi Campioni a loro volta durante il loro cammino ne possoino essere portatori come i cugini non premiati e apparetemente sanissimi , finoa che la displasia si fa sentire.
    Vacinazioni: importantissime, fatele almenop quelle pricipaloi, ma non ti garantiscono l'immunità.
    Carattere, ogni cane ha il suo , ogni cane è unico, non cercare nel nuovo arrivato le sfumature del vecchio amico che ti ha lasciato. Non arrabbiarti con lui per quell'attegiamento sgardito , accarezzalo e insegnagli cosa fa piacere a te.
    Conclusioni:un cagnolino genera amore al di la dei fogli di carta che lo accompagnano,
    al di la del suo aspetto e delle sue attitudini.
    quando nella tua casa arriva un cagnolino, lui non riconosce questa come la su acas non vede in te il suo padrone,
    abbassati lui è piccolo,
    coricati a terra e allarga le braccia e aspettalo lui si piano piano si avvicinerà si sentirà protetto e sicuro,
    non ti abbanderà mai.


    .
    Genealogia del cucciolo: quello che non c’è scritto nel pedigree
    Stai per acquistare un cucciolo di cane.
    Magari hai già cominciato a fare domande.
    Quanto diventerà grande?
    Che colore avrà da adulto?
    Com'è il padre?
    Com'è la madre?
    Ha il pedigree?
    Qual è la sua genealogia?
    È stato vaccinato?
    Ha fatto gli esami?
    Come cammina?
    Che carattere avrà?
    Se stai cercando un cucciolo di Golden Retriever, probabilmente queste domande le hai già fatte.
    Ed è giusto farle.
    Quando scegliamo un cane vorremmo sapere tutto.
    Vorremmo avere certezze.
    Vorremmo sapere oggi come sarà quel piccolo essere che tra qualche settimana correrà per casa nostra.
    Vorremmo conoscere la sua genealogia, il suo pedigree, la salute dei genitori, il mantello, la struttura fisica e il possibile carattere.
    E allora chiediamo certificati, fotografie, esami, genealogie, garanzie.
    Sono tutte cose importanti.
    Ma c'è una cosa che nessun documento potrà mai raccontarti.
    Chi sarà quel cucciolo quando ti guarderà negli occhi.
    Nella mia breve esperienza nella cessione di cuccioli di Golden Retriever, ho incontrato persone attente, preparate e desiderose di fare la scelta giusta.
    Ho incontrato domande legittime.
    E qualche volta anche richieste talmente precise da sembrare la compilazione della scheda tecnica di un elettrodomestico.
    Le capisco.
    Davvero.
    Perché scegliere un cucciolo significa assumersi una responsabilità.
    Ma vorrei raccontarti una cosa che ho imparato.
    Puoi conoscere moltissimo del cucciolo che stai scegliendo, ma non puoi ancora conoscere lui.
    Ed è forse proprio questo il bello.
    La genealogia del cane
    La genealogia del cane racconta una storia.
    Racconta da dove viene quel cucciolo.
    Racconta i suoi genitori, i nonni, gli antenati e le linee genealogiche.
    Per chi sceglie un cane di razza, conoscere la genealogia è importante.
    È una fonte preziosa di informazioni.
    Ma la genealogia non è il cucciolo.
    Un cucciolo di Golden Retriever non è la fotocopia di suo padre.
    Non è la copia di sua madre.
    E, per fortuna, non è nemmeno il clone del campione che compare quattro generazioni indietro nel pedigree.
    La genetica non costruisce automobili in serie.
    Costruisce individui.
    Ed è per questo che, nella stessa cucciolata di Golden Retriever, troverai quello più curioso, quello più prudente, quello che vuole esplorare tutto e quello che preferisce osservare.
    Uno sarà più tranquillo.
    Uno più esuberante.
    Uno più testardo.
    Uno più coccolone.
    E magari ce ne sarà uno che, per qualche ragione che nessun documento saprà spiegarti, ti guarderà in un modo diverso.
    E tu lo sentirai.
    Quello sarà il tuo cucciolo.
    Il pedigree del Golden Retriever
    Il pedigree è importante.
    Ma bisogna sapere che cosa rappresenta.
    Non è un titolo nobiliare.
    Non è una medaglia.
    Non è un certificato di bellezza.
    Il pedigree documenta l'origine genealogica del cane e la sua appartenenza a una determinata razza secondo le regole dell'ente cinofilo di riferimento.
    E la razza conta.
    Conta perché dietro una razza ci sono generazioni di selezione che hanno contribuito a definire caratteristiche fisiche e comportamentali.
    Se scegli un Golden Retriever, probabilmente lo fai anche perché cerchi alcune delle caratteristiche che appartengono a questa razza.
    Ma il pedigree non può dirti tutto.
    Non può garantirti che quel particolare cucciolo sarà esattamente come lo immagini.
    Non può dirti come reagirà al primo temporale.
    Non può dirti se dormirà con la testa appoggiata ai tuoi piedi.
    Non può dirti se verrà a cercarti quando sarai triste.
    Non può dirti se farà festa quando tornerai a casa.
    E soprattutto non può dirti quale rapporto nascerà tra voi.
    Perché quello non è scritto nel pedigree.
    Quello lo scriverete insieme.
    Il mantello del Golden Retriever
    Poi c'è il mantello del Golden Retriever.
    Ah, il mantello.
    La tonalità precisa.
    La sfumatura desiderata.
    Il colore che deve essere esattamente quello visto nella fotografia.
    È comprensibile.
    Il mantello fa parte dell'aspetto del cane e per molte persone è una caratteristica importante nella scelta.
    Ma ricordiamoci che stiamo parlando di un essere vivente.
    Il mantello può modificarsi.
    Può schiarirsi.
    Può assumere sfumature diverse crescendo.
    Non è un abito da sera ordinato su misura.
    E vi dirò una cosa.
    Un giorno tornerete a casa e troverete il vostro Golden Retriever completamente ricoperto di fango.
    Non un po' di fango.
    Fango vero.
    Sulle zampe.
    Sul muso.
    Sulla pancia.
    Forse anche sul divano.
    E in quel momento vi garantisco che quella particolare tonalità del mantello vi interesserà molto meno.
    Perché lui correrà verso di voi felice.
    E voi lo guarderete.
    Brontolerete.
    Forse direte qualche parola irripetibile.
    Poi prenderete un asciugamano.
    E lo abbraccerete.
    La postura del cucciolo
    Ogni cane cammina a modo suo.
    C'è quello elegante.
    Quello composto.
    Quello che sembra nato per una passerella.
    E poi c'è quello che corre come se avesse dimenticato dove stava andando.
    Ogni cucciolo ha la propria individualità.
    Il proprio modo di stare in piedi.
    Il proprio modo di correre.
    Il proprio modo di girare la testa quando sente il proprio nome.
    Forse la postura del tuo cucciolo non sarà esattamente quella che avevi immaginato.
    Forse non avrà l'eleganza del campione che hai visto in fotografia.
    Ma tra qualche mese succederà una cosa curiosa.
    Lo vedrai arrivare da lontano.
    E lo riconoscerai immediatamente.
    Non per la postura.
    Non per il mantello.
    Non per il pedigree.
    Lo riconoscerai perché è lui.
    La salute del cucciolo e la displasia
    Qui smettiamo di scherzare.
    Quando si parla di salute del cucciolo, bisogna essere seri.
    La displasia è una patologia che può compromettere la mobilità e la qualità della vita del cane.
    Per questo, nella scelta di un cucciolo di Golden Retriever, è importante informarsi sulla salute dei genitori, sugli esami effettuati e sul lavoro di selezione dell'allevatore.
    Si fanno controlli.
    Si scelgono riproduttori valutati.
    Si cerca di ridurre i rischi.
    Ma dobbiamo avere il coraggio di dirlo.
    Nessuno può comprare una garanzia assoluta sulla salute futura di un essere vivente.
    Nemmeno il figlio di due campioni.
    Nemmeno il cucciolo con il pedigree più prestigioso.
    Nemmeno quello che oggi sembra perfettamente sano.
    La vita non firma contratti.
    Puoi fare prevenzione.
    Puoi informarti.
    Puoi scegliere responsabilmente.
    Puoi affidarti a un allevamento serio.
    Puoi curarlo.
    Puoi proteggerlo.
    Ma non puoi comandare il futuro.
    E questa è forse una delle cose più difficili da accettare quando decidiamo di amare un animale.
    Perché quando amiamo qualcuno vorremmo poterlo proteggere da tutto.
    Ma non possiamo.
    Possiamo soltanto esserci.
    Vaccinazioni del cucciolo
    Le vaccinazioni del cucciolo sono importanti.
    Devono essere effettuate seguendo le indicazioni del veterinario e il programma previsto per il singolo cane.
    Ma anche qui niente magie.
    Una vaccinazione è prevenzione.
    Non è una promessa che nella vita non succederà mai nulla.
    Come non lo sono una buona alimentazione, le visite veterinarie e tutte le attenzioni quotidiane che dedicherai al tuo cane.
    Sono strumenti per proteggerlo.
    E proteggerlo è una delle prime forme d'amore che puoi offrirgli.
    Il carattere del cucciolo
    E poi arriva lui.
    Il carattere.
    Quella cosa che nessuna tabella, nessuna fotografia e nessuna genealogia riuscirà mai a descrivere completamente.
    Ogni cane ha il suo.
    E qui voglio dirti una cosa che forse è più importante di tutte le altre.
    Non cercare nel nuovo cane quello che hai perduto nel vecchio.
    Se hai già avuto un cane che hai amato profondamente, porterai sempre dentro di te il suo ricordo.
    Il modo in cui ti guardava.
    Il modo in cui dormiva.
    Il rumore delle sue zampe.
    Il posto in cui si sdraiava.
    Il modo in cui ti aspettava.
    E quando arriverà un nuovo cucciolo, una parte di te cercherà inconsciamente qualcosa di quel cane.
    Ma non lo troverai.
    E meno male.
    Perché quel cucciolo non è venuto a sostituire nessuno.
    È venuto a scrivere una storia nuova.
    Potrà essere testardo.
    Potrà essere un combinaguai.
    Potrà mordere le tue scarpe.
    Potrà fare pipì proprio dove avevi appena lavato.
    Potrà svegliarti alle tre del mattino.
    Potrà non capire immediatamente quello che vuoi da lui.
    Non arrabbiarti.
    Guardalo.
    Abbassati.
    Parlagli.
    Insegnagli.
    E soprattutto...
    impara anche tu.
    Perché mentre tu stai cercando di educare il tuo cucciolo, lui sta cercando di capire te.
    Sta imparando il tuo odore.
    La tua voce.
    I tuoi passi.
    I rumori della casa.
    Il momento in cui torni.
    Il rumore della chiave nella porta.
    E soprattutto sta cercando di capire una cosa.
    Posso fidarmi di questa persona?
    Il primo giorno del cucciolo nella nuova casa
    Fermati un momento e prova a guardare la situazione con gli occhi del cucciolo.
    Fino a ieri aveva la mamma.
    Aveva i fratellini.
    Aveva gli odori della cuccia.
    I rumori familiari.
    Le presenze che conosceva.
    Il suo piccolo mondo.
    Poi, improvvisamente...
    quel mondo non c'è più.
    Il cucciolo arriva nella sua nuova casa.
    Odori nuovi.
    Rumori nuovi.
    Persone nuove.
    Spazi nuovi.
    E tu sei lì.
    Per te è il giorno in cui hai finalmente portato a casa il tuo cane.
    Per lui è il giorno in cui ha perso tutto ciò che conosceva.
    Non sa ancora che quella sarà casa sua.
    Non sa ancora che tu diventerai il suo punto di riferimento.
    Non sa ancora che quella mano che lo accarezza sarà la mano che cercherà per tutta la vita.
    È semplicemente smarrito.
    E allora, il primo giorno, forse non chiedergli subito di essere felice.
    Aiutalo a sentirsi al sicuro.
    Che cosa stai davvero acquistando?
    Questa è la domanda.
    Non quella sul colore.
    Non quella sulla postura.
    Non quella sulla dimensione delle orecchie.
    Non quella su quanto sarà bello da grande.
    Che cosa stai davvero acquistando?
    La risposta è semplice.
    Stai acquistando un cucciolo.
    Ma il giorno in cui varcherà la porta di casa, qualcosa cambierà.
    Perché quel cucciolo diventerà quello che ti aspetta.
    Quello che ti segue da una stanza all'altra.
    Quello che si sdraia vicino ai tuoi piedi.
    Quello che si accorge che sei triste.
    Quello che fa festa quando rientri anche se sei uscito soltanto dieci minuti.
    Quello che ti guarda mentre mangi.
    Quello che ruba una calza e poi scappa soddisfatto.
    Quello che ti costringe a uscire quando piove.
    Quello che, senza saperlo, ti insegnerà a rallentare.
    E passeranno gli anni.
    Un giorno lo guarderai dormire.
    Il muso sarà un po' più bianco.
    I movimenti saranno un po' più lenti.
    E ti sembrerà impossibile.
    Ti sembrerà ieri il giorno in cui lo hai preso in braccio.
    Perché noi misuriamo la vita in anni.
    Loro la misurano in momenti.
    Una passeggiata.
    Una pallina.
    Una carezza.
    Una ciotola.
    Un gioco.
    Una porta che si apre.
    Il rumore delle chiavi.
    Il tuo ritorno.
    Il tuo profumo.
    La tua mano sulla testa.
    Il primo incontro
    E allora arriva il primo giorno.
    Il cucciolo entra in casa.
    È piccolo.
    Non conosce il divano.
    Non conosce il pavimento.
    Non conosce le stanze.
    Non conosce i rumori.
    Non conosce te.
    Tu magari vorrai mostrargli tutto.
    Vorrai prenderlo in braccio.
    Chiamarlo.
    Accarezzarlo.
    Fargli vedere la cuccia.
    La ciotola.
    I giochi.
    Fermati.
    Prova a fare una cosa diversa.
    Abbassati.
    Lui è piccolo.
    Tu sei enorme.
    Per lui sei quasi un mondo intero.
    Mettiti a terra.
    Allarga le braccia.
    E aspetta.
    Non costringerlo.
    Non chiamarlo cento volte.
    Aspetta.
    Magari resterà fermo.
    Magari ti guarderà.
    Magari farà un passo indietro.
    Poi un passo avanti.
    Un altro.
    E ancora uno.
    Finché arriverà vicino a te.
    Ti annuserà.
    Forse ti leccherà una mano.
    E in quel preciso momento accadrà qualcosa.
    Non avrai bisogno del pedigree.
    Non avrai bisogno della fotografia.
    Non avrai bisogno di sapere se sarà perfetto.
    Avrai soltanto bisogno di essere lì.
    A terra.
    Con le braccia aperte.
    E forse capirai una cosa.
    Non hai portato a casa un cane.
    Hai portato a casa qualcuno che ha deciso di fidarsi di te.
    E da quel giorno proverà a farlo con tutto quello che ha.
    Se saprai rispettarlo.
    Se saprai educarlo.
    Se saprai proteggerlo.
    Se saprai amarlo.
    Lui farà una cosa che noi esseri umani, qualche volta, dimentichiamo di fare.
    Ti resterà accanto.
    Nei giorni belli.
    In quelli brutti.
    Quando avrai voglia di ridere.
    Quando avrai voglia di piangere.
    Quando nessuno saprà che sei triste.
    Lui forse non capirà le tue parole.
    Ma capirà te.
    Capirà il tono della tua voce.
    Capirà le tue emozioni.
    Capirà quando hai bisogno di lui.
    E un giorno, quando ti chiederai quale fosse la vera genealogia del tuo cane, forse sorriderai.
    Perché la sua genealogia non sarà più soltanto quella scritta su un documento.
    Sarà fatta delle vostre passeggiate.
    Delle marachelle.
    Delle corse.
    Dei giochi.
    Delle attese.
    Delle volte in cui ti ha aspettato dietro la porta.
    Delle volte in cui lo hai accarezzato senza dire niente.
    Di tutte quelle piccole cose che, mentre le vivevi, sembravano normali.
    E che un giorno scoprirai essere state la tua vita.
    Questa è la vera genealogia del cucciolo.
    Non quella che racconta soltanto da dove viene.
    Ma quella che racconta dove è arrivato.
    È arrivato nella tua casa.
    Poi nelle tue abitudini.
    Poi nelle tue fotografie.
    Poi nei tuoi ricordi.
    E infine...
    nel tuo cuore.
    Perché un cucciolo genera amore al di là dei fogli che lo accompagnano.
    Al di là del suo aspetto.
    Al di là della sua postura.
    Al di là delle sue attitudini.
    Al di là di tutto ciò che pensavi di volere quando lo hai scelto.
    La sua genealogia più importante sarà quella che scriverete insieme.
    E adesso permettetemi una piccola cattiveria da Nonno Jimmy
    Alla signora che non ha confermato l'acquisto perché il mantello del cucciolo non aveva esattamente la tonalità desiderata...
    A quella che ha rinunciato perché aveva paura che il cucciolo potesse graffiare il mobile appena comprato all'IKEA...
    E a quell'altra che si è irrigidita perché quel piccolo essere festoso, correndole incontro, ha osato sporcarle i pantaloni bianchi...
    auguro sinceramente una buona passeggiata.
    Magari in un bel centro commerciale.
    E un buon rientro nelle vostre case.
    Le vostre belle case.
    Quelle perfette.
    Senza peli.
    Senza graffi.
    Senza impronte sul pavimento.
    Senza giocattoli sotto il tavolo.
    Senza una pallina abbandonata in corridoio.
    Senza un cane che vi aspetta dietro la porta.
    Senza qualcuno che vi ama senza chiedere nulla in cambio.
    Case perfette.
    Vite perfette.
    Senza amore.
    Io sono Nonno Jimmy.
    Ho le mani sporche di segatura, probabilmente qualche pelo di cane sulla felpa e non ho mai capito perché un mobile debba essere più importante di un cane.
    Ma una cosa l'ho capita.
    Amo chi ama gli animali.
    E soprattutto amo chi, quando apre la porta di casa e trova due occhi che lo aspettano...
    non guarda se il pavimento è sporco.
    Si abbassa.
    E abbraccia il suo cane.
    Genealogia del cucciolo: quello che non c’è scritto nel pedigree
    Stai per acquistare un cucciolo di cane.
    Magari hai già cominciato a fare domande.
    Quanto diventerà grande?
    Che colore avrà da adulto?
    Com'è il padre?
    Com'è la madre?
    Ha il pedigree?
    Qual è la sua genealogia?
    È stato vaccinato?
    Ha fatto gli esami?
    Come cammina?
    Che carattere avrà?
    Se stai cercando un cucciolo di Golden Retriever, probabilmente queste domande le hai già fatte.
    Ed è giusto farle.
    Quando scegliamo un cane vorremmo sapere tutto.
    Vorremmo avere certezze.
    Vorremmo sapere oggi come sarà quel piccolo essere che tra qualche settimana correrà per casa nostra.
    Vorremmo conoscere la sua genealogia, il suo pedigree, la salute dei genitori, il mantello, la struttura fisica e il possibile carattere.
    E allora chiediamo certificati, fotografie, esami, genealogie, garanzie.
    Sono tutte cose importanti.
    Ma c'è una cosa che nessun documento potrà mai raccontarti.
    Chi sarà quel cucciolo quando ti guarderà negli occhi.
    Nella mia breve esperienza nella cessione di cuccioli di Golden Retriever, ho incontrato persone attente, preparate e desiderose di fare la scelta giusta.
    Ho incontrato domande legittime.
    E qualche volta anche richieste talmente precise da sembrare la compilazione della scheda tecnica di un elettrodomestico.
    Le capisco.
    Davvero.
    Perché scegliere un cucciolo significa assumersi una responsabilità.
    Ma vorrei raccontarti una cosa che ho imparato.
    Puoi conoscere moltissimo del cucciolo che stai scegliendo, ma non puoi ancora conoscere lui.
    Ed è forse proprio questo il bello.
    La genealogia del cane
    La genealogia del cane racconta una storia.
    Racconta da dove viene quel cucciolo.
    Racconta i suoi genitori, i nonni, gli antenati e le linee genealogiche.
    Per chi sceglie un cane di razza, conoscere la genealogia è importante.
    È una fonte preziosa di informazioni.
    Ma la genealogia non è il cucciolo.
    Un cucciolo di Golden Retriever non è la fotocopia di suo padre.
    Non è la copia di sua madre.
    E, per fortuna, non è nemmeno il clone del campione che compare quattro generazioni indietro nel pedigree.
    La genetica non costruisce automobili in serie.
    Costruisce individui.
    Ed è per questo che, nella stessa cucciolata di Golden Retriever, troverai quello più curioso, quello più prudente, quello che vuole esplorare tutto e quello che preferisce osservare.
    Uno sarà più tranquillo.
    Uno più esuberante.
    Uno più testardo.
    Uno più coccolone.
    E magari ce ne sarà uno che, per qualche ragione che nessun documento saprà spiegarti, ti guarderà in un modo diverso.
    E tu lo sentirai.
    Quello sarà il tuo cucciolo.
    Il pedigree del Golden Retriever
    Il pedigree è importante.
    Ma bisogna sapere che cosa rappresenta.
    Non è un titolo nobiliare.
    Non è una medaglia.
    Non è un certificato di bellezza.
    Il pedigree documenta l'origine genealogica del cane e la sua appartenenza a una determinata razza secondo le regole dell'ente cinofilo di riferimento.
    E la razza conta.
    Conta perché dietro una razza ci sono generazioni di selezione che hanno contribuito a definire caratteristiche fisiche e comportamentali.
    Se scegli un Golden Retriever, probabilmente lo fai anche perché cerchi alcune delle caratteristiche che appartengono a questa razza.
    Ma il pedigree non può dirti tutto.
    Non può garantirti che quel particolare cucciolo sarà esattamente come lo immagini.
    Non può dirti come reagirà al primo temporale.
    Non può dirti se dormirà con la testa appoggiata ai tuoi piedi.
    Non può dirti se verrà a cercarti quando sarai triste.
    Non può dirti se farà festa quando tornerai a casa.
    E soprattutto non può dirti quale rapporto nascerà tra voi.
    Perché quello non è scritto nel pedigree.
    Quello lo scriverete insieme.
    Il mantello del Golden Retriever
    Poi c'è il mantello del Golden Retriever.
    Ah, il mantello.
    La tonalità precisa.
    La sfumatura desiderata.
    Il colore che deve essere esattamente quello visto nella fotografia.
    È comprensibile.
    Il mantello fa parte dell'aspetto del cane e per molte persone è una caratteristica importante nella scelta.
    Ma ricordiamoci che stiamo parlando di un essere vivente.
    Il mantello può modificarsi.
    Può schiarirsi.
    Può assumere sfumature diverse crescendo.
    Non è un abito da sera ordinato su misura.
    E vi dirò una cosa.
    Un giorno tornerete a casa e troverete il vostro Golden Retriever completamente ricoperto di fango.
    Non un po' di fango.
    Fango vero.
    Sulle zampe.
    Sul muso.
    Sulla pancia.
    Forse anche sul divano.
    E in quel momento vi garantisco che quella particolare tonalità del mantello vi interesserà molto meno.
    Perché lui correrà verso di voi felice.
    E voi lo guarderete.
    Brontolerete.
    Forse direte qualche parola irripetibile.
    Poi prenderete un asciugamano.
    E lo abbraccerete.
    La postura del cucciolo
    Ogni cane cammina a modo suo.
    C'è quello elegante.
    Quello composto.
    Quello che sembra nato per una passerella.
    E poi c'è quello che corre come se avesse dimenticato dove stava andando.
    Ogni cucciolo ha la propria individualità.
    Il proprio modo di stare in piedi.
    Il proprio modo di correre.
    Il proprio modo di girare la testa quando sente il proprio nome.
    Forse la postura del tuo cucciolo non sarà esattamente quella che avevi immaginato.
    Forse non avrà l'eleganza del campione che hai visto in fotografia.
    Ma tra qualche mese succederà una cosa curiosa.
    Lo vedrai arrivare da lontano.
    E lo riconoscerai immediatamente.
    Non per la postura.
    Non per il mantello.
    Non per il pedigree.
    Lo riconoscerai perché è lui.
    La salute del cucciolo e la displasia
    Qui smettiamo di scherzare.
    Quando si parla di salute del cucciolo, bisogna essere seri.
    La displasia è una patologia che può compromettere la mobilità e la qualità della vita del cane.
    Per questo, nella scelta di un cucciolo di Golden Retriever, è importante informarsi sulla salute dei genitori, sugli esami effettuati e sul lavoro di selezione dell'allevatore.
    Si fanno controlli.
    Si scelgono riproduttori valutati.
    Si cerca di ridurre i rischi.
    Ma dobbiamo avere il coraggio di dirlo.
    Nessuno può comprare una garanzia assoluta sulla salute futura di un essere vivente.
    Nemmeno il figlio di due campioni.
    Nemmeno il cucciolo con il pedigree più prestigioso.
    Nemmeno quello che oggi sembra perfettamente sano.
    La vita non firma contratti.
    Puoi fare prevenzione.
    Puoi informarti.
    Puoi scegliere responsabilmente.
    Puoi affidarti a un allevamento serio.
    Puoi curarlo.
    Puoi proteggerlo.
    Ma non puoi comandare il futuro.
    E questa è forse una delle cose più difficili da accettare quando decidiamo di amare un animale.
    Perché quando amiamo qualcuno vorremmo poterlo proteggere da tutto.
    Ma non possiamo.
    Possiamo soltanto esserci.
    Vaccinazioni del cucciolo
    Le vaccinazioni del cucciolo sono importanti.
    Devono essere effettuate seguendo le indicazioni del veterinario e il programma previsto per il singolo cane.
    Ma anche qui niente magie.
    Una vaccinazione è prevenzione.
    Non è una promessa che nella vita non succederà mai nulla.
    Come non lo sono una buona alimentazione, le visite veterinarie e tutte le attenzioni quotidiane che dedicherai al tuo cane.
    Sono strumenti per proteggerlo.
    E proteggerlo è una delle prime forme d'amore che puoi offrirgli.
    Il carattere del cucciolo
    E poi arriva lui.
    Il carattere.
    Quella cosa che nessuna tabella, nessuna fotografia e nessuna genealogia riuscirà mai a descrivere completamente.
    Ogni cane ha il suo.
    E qui voglio dirti una cosa che forse è più importante di tutte le altre.
    Non cercare nel nuovo cane quello che hai perduto nel vecchio.
    Se hai già avuto un cane che hai amato profondamente, porterai sempre dentro di te il suo ricordo.
    Il modo in cui ti guardava.
    Il modo in cui dormiva.
    Il rumore delle sue zampe.
    Il posto in cui si sdraiava.
    Il modo in cui ti aspettava.
    E quando arriverà un nuovo cucciolo, una parte di te cercherà inconsciamente qualcosa di quel cane.
    Ma non lo troverai.
    E meno male.
    Perché quel cucciolo non è venuto a sostituire nessuno.
    È venuto a scrivere una storia nuova.
    Potrà essere testardo.
    Potrà essere un combinaguai.
    Potrà mordere le tue scarpe.
    Potrà fare pipì proprio dove avevi appena lavato.
    Potrà svegliarti alle tre del mattino.
    Potrà non capire immediatamente quello che vuoi da lui.
    Non arrabbiarti.
    Guardalo.
    Abbassati.
    Parlagli.
    Insegnagli.
    E soprattutto...
    impara anche tu.
    Perché mentre tu stai cercando di educare il tuo cucciolo, lui sta cercando di capire te.
    Sta imparando il tuo odore.
    La tua voce.
    I tuoi passi.
    I rumori della casa.
    Il momento in cui torni.
    Il rumore della chiave nella porta.
    E soprattutto sta cercando di capire una cosa.
    Posso fidarmi di questa persona?
    Il primo giorno del cucciolo nella nuova casa
    Fermati un momento e prova a guardare la situazione con gli occhi del cucciolo.
    Fino a ieri aveva la mamma.
    Aveva i fratellini.
    Aveva gli odori della cuccia.
    I rumori familiari.
    Le presenze che conosceva.
    Il suo piccolo mondo.
    Poi, improvvisamente...
    quel mondo non c'è più.
    Il cucciolo arriva nella sua nuova casa.
    Odori nuovi.
    Rumori nuovi.
    Persone nuove.
    Spazi nuovi.
    E tu sei lì.
    Per te è il giorno in cui hai finalmente portato a casa il tuo cane.
    Per lui è il giorno in cui ha perso tutto ciò che conosceva.
    Non sa ancora che quella sarà casa sua.
    Non sa ancora che tu diventerai il suo punto di riferimento.
    Non sa ancora che quella mano che lo accarezza sarà la mano che cercherà per tutta la vita.
    È semplicemente smarrito.
    E allora, il primo giorno, forse non chiedergli subito di essere felice.
    Aiutalo a sentirsi al sicuro.
    Che cosa stai davvero acquistando?
    Questa è la domanda.
    Non quella sul colore.
    Non quella sulla postura.
    Non quella sulla dimensione delle orecchie.
    Non quella su quanto sarà bello da grande.
    Che cosa stai davvero acquistando?
    La risposta è semplice.
    Stai acquistando un cucciolo.
    Ma il giorno in cui varcherà la porta di casa, qualcosa cambierà.
    Perché quel cucciolo diventerà quello che ti aspetta.
    Quello che ti segue da una stanza all'altra.
    Quello che si sdraia vicino ai tuoi piedi.
    Quello che si accorge che sei triste.
    Quello che fa festa quando rientri anche se sei uscito soltanto dieci minuti.
    Quello che ti guarda mentre mangi.
    Quello che ruba una calza e poi scappa soddisfatto.
    Quello che ti costringe a uscire quando piove.
    Quello che, senza saperlo, ti insegnerà a rallentare.
    E passeranno gli anni.
    Un giorno lo guarderai dormire.
    Il muso sarà un po' più bianco.
    I movimenti saranno un po' più lenti.
    E ti sembrerà impossibile.
    Ti sembrerà ieri il giorno in cui lo hai preso in braccio.
    Perché noi misuriamo la vita in anni.
    Loro la misurano in momenti.
    Una passeggiata.
    Una pallina.
    Una carezza.
    Una ciotola.
    Un gioco.
    Una porta che si apre.
    Il rumore delle chiavi.
    Il tuo ritorno.
    Il tuo profumo.
    La tua mano sulla testa.
    Il primo incontro
    E allora arriva il primo giorno.
    Il cucciolo entra in casa.
    È piccolo.
    Non conosce il divano.
    Non conosce il pavimento.
    Non conosce le stanze.
    Non conosce i rumori.
    Non conosce te.
    Tu magari vorrai mostrargli tutto.
    Vorrai prenderlo in braccio.
    Chiamarlo.
    Accarezzarlo.
    Fargli vedere la cuccia.
    La ciotola.
    I giochi.
    Fermati.
    Prova a fare una cosa diversa.
    Abbassati.
    Lui è piccolo.
    Tu sei enorme.
    Per lui sei quasi un mondo intero.
    Mettiti a terra.
    Allarga le braccia.
    E aspetta.
    Non costringerlo.
    Non chiamarlo cento volte.
    Aspetta.
    Magari resterà fermo.
    Magari ti guarderà.
    Magari farà un passo indietro.
    Poi un passo avanti.
    Un altro.
    E ancora uno.
    Finché arriverà vicino a te.
    Ti annuserà.
    Forse ti leccherà una mano.
    E in quel preciso momento accadrà qualcosa.
    Non avrai bisogno del pedigree.
    Non avrai bisogno della fotografia.
    Non avrai bisogno di sapere se sarà perfetto.
    Avrai soltanto bisogno di essere lì.
    A terra.
    Con le braccia aperte.
    E forse capirai una cosa.
    Non hai portato a casa un cane.
    Hai portato a casa qualcuno che ha deciso di fidarsi di te.
    E da quel giorno proverà a farlo con tutto quello che ha.
    Se saprai rispettarlo.
    Se saprai educarlo.
    Se saprai proteggerlo.
    Se saprai amarlo.
    Lui farà una cosa che noi esseri umani, qualche volta, dimentichiamo di fare.
    Ti resterà accanto.
    Nei giorni belli.
    In quelli brutti.
    Quando avrai voglia di ridere.
    Quando avrai voglia di piangere.
    Quando nessuno saprà che sei triste.
    Lui forse non capirà le tue parole.
    Ma capirà te.
    Capirà il tono della tua voce.
    Capirà le tue emozioni.
    Capirà quando hai bisogno di lui.
    E un giorno, quando ti chiederai quale fosse la vera genealogia del tuo cane, forse sorriderai.
    Perché la sua genealogia non sarà più soltanto quella scritta su un documento.
    Sarà fatta delle vostre passeggiate.
    Delle marachelle.
    Delle corse.
    Dei giochi.
    Delle attese.
    Delle volte in cui ti ha aspettato dietro la porta.
    Delle volte in cui lo hai accarezzato senza dire niente.
    Di tutte quelle piccole cose che, mentre le vivevi, sembravano normali.
    E che un giorno scoprirai essere state la tua vita.
    Questa è la vera genealogia del cucciolo.
    Non quella che racconta soltanto da dove viene.
    Ma quella che racconta dove è arrivato.
    È arrivato nella tua casa.
    Poi nelle tue abitudini.
    Poi nelle tue fotografie.
    Poi nei tuoi ricordi.
    E infine...
    nel tuo cuore.
    Perché un cucciolo genera amore al di là dei fogli che lo accompagnano.
    Al di là del suo aspetto.
    Al di là della sua postura.
    Al di là delle sue attitudini.
    Al di là di tutto ciò che pensavi di volere quando lo hai scelto.
    La sua genealogia più importante sarà quella che scriverete insieme.
    E adesso permettetemi una piccola cattiveria da Nonno Jimmy
    Alla signora che non ha confermato l'acquisto perché il mantello del cucciolo non aveva esattamente la tonalità desiderata...
    A quella che ha rinunciato perché aveva paura che il cucciolo potesse graffiare il mobile appena comprato all'IKEA...
    E a quell'altra che si è irrigidita perché quel piccolo essere festoso, correndole incontro, ha osato sporcarle i pantaloni bianchi...
    auguro sinceramente una buona passeggiata.
    Magari in un bel centro commerciale.
    E un buon rientro nelle vostre case.
    Le vostre belle case.
    Quelle perfette.
    Senza peli.
    Senza graffi.
    Senza impronte sul pavimento.
    Senza giocattoli sotto il tavolo.
    Senza una pallina abbandonata in corridoio.
    Senza un cane che vi aspetta dietro la porta.
    Senza qualcuno che vi ama senza chiedere nulla in cambio.
    Case perfette.
    Vite perfette.
    Senza amore.
    Io sono Nonno Jimmy.
    Ho le mani sporche di segatura, probabilmente qualche pelo di cane sulla felpa e non ho mai capito perché un mobile debba essere più importante di un cane.
    Ma una cosa l'ho capita.
    Amo chi ama gli animali.
    E soprattutto amo chi, quando apre la porta di casa e trova due occhi che lo aspettano...
    non guarda se il pavimento è sporco.
    Si abbassa.
    E abbraccia il suo cane.
    Perché il dissipatore in alluminio è il cuore della stufetta per cuccia
    Ciao, sono Nonno Jimmy… mani sporche di segatura.
    Quando qualcuno vede la nostra stufetta per cuccia a 12 Volt, la prima domanda è quasi sempre la stessa:

    «Ma come fa a scaldare senza diventare pericolosa?»
    La risposta non è nascosta dentro l'elettronica, ma davanti agli occhi: il dissipatore in alluminio.
    È proprio quell'insieme di sottili alette che permette di trasformare il calore della resistenza in un riscaldamento dolce, uniforme e sicuro per il cane.
    Come nasce il calore
    All'interno della stufetta è presente una resistenza elettrica alimentata a 12 Volt.
    La resistenza produce calore, ma da sola sarebbe concentrato in un punto. Per questo viene accoppiata a un grande dissipatore in alluminio, capace di distribuire rapidamente l'energia su tutta la sua superficie.
    Il risultato è una temperatura più omogenea e priva di punti incandescenti.
    Resistenza: tipologia di resistenza corrazzata, la parte incandesente viene contenuta in un contenitore di porcellana rivestito di metallo "NON ABBIAMO FIAMMA LIBERA" il cilidro in cui è contenuta la resistenza è a tenuta stagna  se si bagna non brucia, se incontra l'aqua non si rompe, non genera fiamma.
    Perché proprio l'alluminio?
    L'alluminio non è stato scelto a caso. È uno dei materiali migliori quando serve trasferire calore in modo efficiente.
    I suoi vantaggi sono evidenti:
    • Ottima conducibilità termica
    • Peso ridotto
    • Resistenza alla corrosione
    • Lunga durata nel tempo
    • Facilità di lavorazione, che permette di realizzare alette molto sottili
    Più sottile è l'aletta, maggiore sarà la superficie disponibile per cedere calore all'aria.
    Il segreto sono le alette
    Immagina di appoggiare una mano su una piastra liscia.
    Ora immagina quella stessa piastra trasformata in cinquanta lamelle verticali.
    La quantità di metallo a contatto con l'aria aumenta enormemente. È questo che rende efficiente uno scambiatore termico ad alette.
    Le alette permettono all'aria più fresca di entrare naturalmente tra gli spazi, riscaldarsi e salire verso l'alto. Questo fenomeno si chiama convezione naturale e avviene senza ventole, senza rumore e senza manutenzione.
    Perché lavorare a 12 Volt è una scelta intelligente
    Nelle cucce da esterno la sicurezza viene prima di tutto.
    Per questo abbiamo scelto una stufetta per cuccia 12 V, una tensione molto più adatta agli ambienti frequentati da animali rispetto ai tradizionali sistemi ad alta tensione.
    I vantaggi pratici sono numerosi:
    • Alimentazione 12 Volt = maggiore sicurezza
    • Dissipatore in alluminio = calore uniforme
    • Convezione naturale = funzionamento silenzioso
    • Alette ad alta superficie = migliore scambio termico
    Un calore che assomiglia a quello del sole
    Il cane non ha bisogno di aria bollente.
    Ha bisogno di un ambiente asciutto, stabile e confortevole, dove possa riposare senza sbalzi termici.
    Per questo il dissipatore in alluminio non produce getti di aria calda: crea invece una diffusione graduale del calore, proprio come succede quando il sole scalda lentamente una pietra.
    È una differenza che si percepisce soprattutto nelle lunghe notti d'inverno.
    Conclusione di Nonno Jimmy
    In falegnameria ho imparato che le cose migliori spesso non fanno rumore.
    Anche questo dissipatore lavora così: nessuna ventola, nessun meccanismo complicato, soltanto alluminio, alette e una buona idea progettata per far stare meglio i nostri cani.
    Perché il comfort vero nasce sempre dai dettagli.
     
    i Cani sanno nuotare?

     
    Sì, il cane sa nuotare istintivamente. Tuttavia, non tutti i cani sono ugualmente bravi nel nuoto o lo fanno con piacere. Alcune razze sono più predisposte al nuoto grazie alla loro costituzione fisica e al loro background storico, come i Labrador Retriever e i Terranova, che sono stati selezionati anche per le loro capacità natatorie.
    D'altra parte, ci sono razze che potrebbero avere più difficoltà a nuotare a causa della loro conformazione fisica, come i Bulldog e i Bassotti. Questi cani potrebbero stancarsi facilmente o avere problemi a restare a galla a lungo.
    È importante introdurre gradualmente i cani all'acqua e supervisionarli sempre durante il nuoto, soprattutto se non sono abituati. Utilizzare un giubbotto di salvataggio per cani può essere una buona idea, specialmente per quelli che non sono forti nuotatori o che si trovano in acque profonde.
    Piano piano il cane vincerà la paura e l'acqua per lui diventerà un'occasione per giocare.

     
    i Gatti sanno nuotare ?
    Sì, i gatti sanno nuotare. Anche se non sono noti per amare l'acqua, la maggior parte dei gatti ha la capacità innata di nuotare se necessario. Tuttavia, molti gatti evitano l'acqua perché non amano bagnarsi, e possono sentirsi stressati o a disagio quando sono costretti a entrare in contatto con essa.
    Ci sono alcune eccezioni tra le razze di gatti e tra i singoli individui. Alcuni gatti, come il Turco Van, sono noti per la loro affinità con l'acqua e possono persino divertirsi a nuotare. Questi gatti hanno spesso un mantello che resiste all'acqua, il che li aiuta a sentirsi più a loro agio quando sono bagnati.
     
    Se si deve introdurre un gatto all'acqua, è importante farlo in modo graduale e sicuro, osservando attentamente le sue reazioni per evitare stress e traumi. Forzare un gatto nell'acqua non è consigliato e potrebbe portare a comportamenti negativi e paura dell'acqua.

     
    Se avete nel vostro giardino un laghetto o una piscina, necessariamente dovrete adottare strategie per permettere al vostro amico Peloso di uscire dall'acqua.
    un Cane o un Gatto che cade in una vasca senza trovare un appiglio per uscirne non riuscirà a nuotare a lungo e una volta esausto rischierebbe l'annegamento






                                                                                   pedana di risalita per cani in acqua
                                                                                                  produzione Falegnameria Serena
    Come capire se il cane ha freddo
    Il cane: qual è la temperatura ideale in cuccia durante l'inverno?
    Ciao, sono Nonno Jimmy… mani sporche di segatura.
    C'è una domanda che mi sento fare ogni inverno:
    «A quanti gradi dovrebbe stare la cuccia del mio cane?»
    Molti immaginano che la risposta sia 22 °C, come il salotto di casa. In realtà non è così. Un cane sano, protetto dal vento e dall'umidità, vive molto meglio in una cuccia asciutta e ben isolata che in un ambiente eccessivamente caldo.
    Il vero obiettivo non è fare caldo: è creare comfort termico.
    La temperatura ideale non è uguale per tutti
    Ogni cane è diverso. Contano la razza, l'età, il pelo e persino il carattere.
    In generale, una temperatura interna della cuccia compresa tra 8 e 15 °C è già molto confortevole per la maggior parte dei cani abituati a vivere all'esterno. Per cuccioli, cani anziani o a pelo corto può essere utile mantenere qualche grado in più.
    Tipo di caneTemperatura consigliataNordici e pelo folto5–10 °CTaglia media8–15 °CPelo corto12–18 °CCuccioli e anziani15–20 °C
    L'importante è evitare gli sbalzi improvvisi: passare da 2 °C esterni a 24 °C interni non è sempre la soluzione migliore.
    Il nemico vero è l'umidità
    Paradossalmente, un cane soffre più facilmente una cuccia umida che una cuccia fresca.
    L'umidità sottrae calore al corpo molto più rapidamente dell'aria secca. Per questo una buona coibentazione, un pavimento rialzato e una corretta ventilazione sono spesso più importanti di una stufa molto potente.
    Una cuccia ben progettata deve sempre rimanere asciutta.
    Quando serve una stufetta?
    Non sempre.
    Una stufetta per cuccia a 12 Volt diventa davvero utile quando:
    • il cane è anziano o convalescente;
    • vive in zone dove le temperature scendono sotto lo zero per molte ore;
    • appartiene a razze con poco sottopelo;
    • la cuccia è molto grande e disperde facilmente il calore.
    L'idea non è riscaldare come una stanza, ma compensare la dispersione termica mantenendo un ambiente stabile.
    Come capire se il cane ha freddo
    I cani ci parlano continuamente, basta osservarli.
    Alcuni segnali possono indicare disagio termico:
    • si raggomitola molto stretto;
    • trema anche a riposo;
    • evita il pavimento e cerca superfici isolate;
    • dorme poco e cambia posizione continuamente.
    Se invece riposa disteso, respira tranquillamente e utilizza volentieri la cuccia, probabilmente il suo ambiente è corretto.
    Il consiglio di Nonno Jimmy
    In falegnameria ho costruito tante cucce, ma ho imparato una cosa semplice: il cane non cerca il lusso, cerca un rifugio.
    Una buona cuccia in legno isolata, protetta dal vento, asciutta e mantenuta alla giusta temperatura vale molto più di tanti gradi in più.
    Perché il benessere nasce dall'equilibrio, non dal calore eccessivo.
    SERENA falegnameria
    Gruppo artigiani montatori
    42025 Cavriago RE
    tel. 0522 577151
    info@casetteonline.it

    EHS
    Electric Heating Systems
    Reggio Emilia
    siatemi di riscaldamento
    www.ehsystems.eu
    info@ehsystems.eu
    ARTIKA GROUP
    via Roncaglio 65/1
    42025 Cavriago RE
    PI , 03084900350
    From:
    Holz,
    Petucco,
    E.SIstem,
    Renner


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